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A BRUXELLES I GRUPPI DI PD, NCD E FI CONTRO I TERREMOTATI DEL CENTRO ITALIA
4 febbraio 2017
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La Commissione propone di assegnare fondi Ue per la ricostruzione alle regioni colpite, ma al Parlamento europeo socialisti e popolari si oppongono

La Commissione Ue, per sostenere i territori colpiti dal terremoto, ha proposto di finanziare al 100 per cento la ricostruzione, senza chiedere alle regioni coinvolte di compartecipare a tali spese. In sostanza, Bruxelles viene incontro alla situazione d’emergenza dell’Italia centrale dando la possibilità alle amministrazioni locali e al governo nazionale di usufruire dei fondi europei della politica di coesione senza dover intaccare le proprie casse, già pesantemente stremate dai costi eccezionali del sisma. Si tratta di una misura importantissima, dettata da quel principio di solidarietà troppo spesso dimenticato, ma che è alla base della stessa Unione europea.

Tutti d’accordo? Ma neppure per sogno: i gruppi di Pd, Ncd e Forza Italia al Parlamento europeo (per la precisione il gruppo S&D guidato dal pd Pittella e il Ppe del neopresidente forzista Tajani) si sono scagliati contro la Commissione europea per questa scelta. Una scena vergognosa quella a cui ho assistito in commissione Sviluppo regionale al Parlamento europeo.

Prima ha preso parola l’olandese del Ppe Lambert van Nistelrooij (sodale di Tajani e Alfano): “Quando ho saputo di questa proposta, sono caduto dalla sedia, quello dell’Italia non è un caso speciale”. Si’, ha detto proprio cosi’. A ruota, è arrivato il commento della socialista tedesca Constanze Krehl: “Reputo sbagliato che l’Ue non chieda il cofinanziamento alle regioni italiane” per la ricostruzione. E il Pd, che con Pittella guida il gruppo dei socialisti e che è il maggiore partito di questo gruppo, che dice? Renzi lo sa che a Bruxelles i suoi sodali vogliono bloccare una misura di buon senso nei confronti delle vittime del terremoto?

Come ho detto nel corso della riunione, noi difendiamo a spada tratta questa proposta della Commissione, che introdurrebbe nella programmazione del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR 2014-2020) la possibilità di finanziare totalmente le operazioni di ricostruzione, compreso il restauro del patrimonio culturale. Sarebbe una misura, tra l’altro, che non intaccherebbe il bilancio generale, dato che si tratterebbe di un anticipo.

La modifica proposta, infatti, non comporta alcuna variazione dei massimali annui. Mantenendosi entro i limiti della dotazione globale per il periodo 2014-2020 è neutrale in termini di bilancio. L’aumento del tasso di cofinanziamento fino al 100% comporterà un parziale anticipo dei pagamenti, seguito da una riduzione dei pagamenti in una fase successiva in quanto la dotazione globale resta immutata.

Le critiche degli amici di Pd, Ncd e Fi hanno fatto sbottare persino la Commissione Ue. Nel corso dell’audizione, infatti, Marc Lemaitre, direttore generale del dipartimento Sviluppo regionale della Commissione Ue, si è detto basito: “La solidarietà è uno dei valori fondamentali dell’Unione europea. Ricordo che le catastrofi naturali potranno colpire un giorno anche un altro Paese, non solo l’Italia. E noi lo aiuteremo come stiamo facendo adesso. Per questo non si puo’ fare una proposta specifica per l’Italia, ma una regola che valga per tutti”.

Lemaitre ha in qualche modo aperto la porta anche a un’altra proposta che il Movimento 5 Stelle è riuscito a far approvare al Parlamento europeo (capirete bene con quante difficoltà visti i soggetti): escludere, dal calcolo dei disavanzi pubblici nazionali nel quadro del Patto di stabilità e crescita, gli investimenti a favore della ricostruzione sostenibile ma anche della prevenzione antisismica, compresi quelli cofinanziati con i fondi SIE e assegnati all’obiettivo tematico 5 (prevenzione, promozione dell’adattamento ai cambiamenti climatici, prevenzione e gestione dei rischi).

La solidarietà e il contrasto all’austerity sono battaglie che si portano avanti con i fatti, non con le parole. Qualcuno lo ricordi a chi, dinanzi al dolore dei cittadini italiani, fa tante promesse, per poi venire a Bruxelles e nascondersi dietro i muri innalzati con cinismo dai loro colleghi olandesi e tedeschi.

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ROSA D'AMATO