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Alta velocità a 70 km orari, il paradosso del Frecciarossa per Salerno
11 dicembre 2016
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“Un treno ad alta velocità a 70 km orari? E’ il paradosso del Frecciarossa Taranto-Salerno inaugurato oggi. Il problema riguarda la tratta in Basilicata, dove le infrastrutture sono inadeguate per sostenere una velocità maggiore. Al Sud servono investimenti per il trasporto ferroviario, subito. Ci sono le risorse Ue, ma in due anni, su 18 miliardi stanziati da Bruxelles per il settore, neanche un euro è giunto al Mezzogiorno. A dimostrazione dell’incapacità di un’intera classe dirigente a sfruttare le opportunità dell’Europa”. Lo dichiarano in una nota congiunta le eurodeputate del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato e Daniela Aiuto.

“La nuova tratta – spiega D’Amato – nasce da un accordo tra la Regione Basilicata e Trenitalia: 3,12 milioni di euro per collegare per un anno in fase sperimentale Taranto con Salerno con il Frecciarossa 100, passando per alcune fermate intermedie in Basilicata (Taranto, Metaponto, Ferrandina, Potenza). Poteva essere una grande notizia, ma il presidente Pittella, dopo aver promesso la montagna, ha partorito un topolino”.

“Le infrastrutture lucane – prosegue Aiuto – sono inadeguate per sostenere l’alta velocità, quindi il Frecciarossa dovrà viaggiare alla moderata velocità di circa 70 km orari nella tratta in questione, rispetto ai 200 circa nel resto del tracciato italiano. Non solo. Si prevede una sola tratta giornaliera in partenza da Taranto alle 5.48 di mattina, con arrivo a Roma alle 11.10 e a Milano alle 14.40, e una tratta in arrivo con partenza da Milano alle 15.20, tappa a Roma alle 18.50, a Potenza alle 22.19 e a Taranto alle 00.00. Per carità, rispetto alla situazione attuale che prevede il nulla più totale in termini di servizi ferroviari, siamo comunque di fronte a un servizio aggiuntivo. Quello che fa rabbia, pero’, è che in questi anni non sia stato fatto nulla per le infrastrutture al Sud”.

“Forse i Presidenti delle Regioni Campania, Basilicata, Puglia, non sono al corrente dell’esistenza di fondi europei diretti per gli investimenti nelle infrastrutture dei trasporti? – attacca D’Amato – Forse Emiliano, De Luca e Pittella non sono al corrente dell’esistenza di uno specifico programma di finanziamento che si chiama Connecting Europe Facility? Ebbene, a quanto pare no, dato che negli ultimi due anni di finanziamenti, su 18 miliardi stanziati dall’UE, ben ZERO sono stati destinati al Mezzogiorno.

Il motivo? Nessun progetto pervenuto, o progetti di basso valore, giudicati tuttavia non soddisfacenti. E che dire degli ingenti fondi infrastrutturali a disposizione della Regione Basilicata? Come vengono utilizzati se lo stato delle strade e delle ferrovie è a tal punto disastrato?”, conclude D’Amato.

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ROSA D'AMATO