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Basta austerity, salviamo la Grecia dall’Europa delle banche
15 febbraio 2017
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In Grecia, dall’inizio della crisi, ben oltre due terzi degli aiuti erogati dalla troika e dalle sue diramazioni (come il Meccanismo Europeo di Stabilità, il MES) sono stati impiegati per ripianare lo stesso debito contratto proprio con il sistema bancario internazionale e con gli istituti finanziari europei.
Con un rapporto sul PIL lievitato dal 130% al 180%, il debito pubblico ellenico ha raggiunto 320 miliardi di euro, una cifra però inferiore a quella impegnata dalla troika con i tre programmi di aggiustamento economico per la Grecia!

E con quali risultati? Redditi decurtati, disoccupazione alle stelle, povertà dilagante, welfare devastato.
Ora si chiede di premere sulle pensioni, di ristrutturare il prelievo fiscale, di agire per nuove norme sui licenziamenti collettivi e sugli scioperi, di intervenire con riforme strutturali per privatizzare il patrimonio statale e per rendere più flessibile – cioè precario – il lavoro.
Eppure “anche con l’implementazione delle riforme più ambiziose, la Grecia non potrà riprendersi a meno che non vi sia un alleggerimento del debito da parte dei suoi partner europei”. E non basteranno le recenti misure introdotte in questa direzione, perché quando saranno a regime abbasseranno di appena il 20% il rapporto debito/PIL entro il…2060! E non è detto che ciò accada perché alcune misure sono correlate a fattori indipendenti dal controllo del MES.
Quanta disperazione, quanta miseria, quanti suicidi richiederà ancora questa Europa delle banche e della grande finanza che mette in ginocchio l’Europa dei popoli?

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ROSA D'AMATO