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Bruxelles vuole punire Spagna e Portogallo stoppando i fondi strutturali, basta austerity
4 ottobre 2016
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La Commissione Ue ha proposto di sospendere i fondi strutturali per Spagna e Portogallo come “punizione” per il mancato rispetto dei diktat del Patto di stabilità. In sostanza, al fallimento delle politiche di austerity Bruxelles vuole aggiungere oggi una beffa di dimensioni gigantesche, che bloccherebbe posti di lavoro e lo sviluppo sostenibile di questi territori cosi’ già colpiti dalla crisi. Il Movimento 5 Stelle si è opposto con forza a questa richiesta: siamo davvero sconcertati dalla mera applicazione di criteri ‘ragioneristici’ dinanzi a una situazione cosi’ delicata. Il concetto di solidarietà è ben presente nei Trattati Europei, ma forse questa Commissione se l’è dimenticato.

Ecco il testo del mio intervento:

Il Movimento 5 Stelle, sin dall’inizio della legislatura, ha fortemente criticato il principio di macro-condizionalità, ritendendolo non solo del tutto antitetico ai principi di coesione economica, sociale e territoriale sanciti dai Trattato, ma anche ingiustamente penalizzante per le autorità regionali e locali, che vedono sospesi i propri progetti anche nonostante l’aumento del debito pubblico, al pari del disavanzo, derivi in buona parte dalle attività del governo centrale, come dimostrato nel Sesto rapporto sulla Coesione.
Nell’ottobre 2015, il Parlamento Europeo ha inoltre approvato, cuna relazione, a firma-ironia della sorte-proprio di un deputato spagnolo di S&D, Jose Blanco Lopez, che ha preferito limitarsi ad esprimere una serie di raccomandazioni piuttosto deboli, senza minimamente mettere in discussione il legame tra politica di coesione e solida governance economica, e a cui il Movimento ha votato contro. Il report conteneva tuttavia una precisa indicazione, ossia che la posizione del Parlamento dovrebbe essere tenuta in considerazione.

Purtroppo, neanche un anno dopo, ci ritroviamo nella condizione dell’attivazione dell’articolo 23, proprio nei confronti di due Paesi che hanno sperimentato misure di austerità draconiane per tentare di rientrare, senza riuscirci, nei rigidissimi parametri del Patto di Stabilità e Crescita.

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La politica di coesione è sì altamente perfettibile, ma rimane comunque il principale strumento di investimento nell’UE. Liberarla dai diktat della governance economica, e coinvolgere il Parlamento nell’ambito del processo decisionale del meccanismo di sospensione dei Fondi previsto dall’articolo 23, ci sembra imprescindibile per promuovere una politica regionale realmente redistributiva, caratterizzata da investimenti finalizzati a promuovere sviluppo e progetti utili ai territori, e soprattutto credibile nei confronti dei cittadini europei più colpiti dalla crisi.
Siamo davvero sconcertati dalla mera applicazione di criteri ‘ragioneristici’ ai programmi operativi di questi due Paesi.
Mi chiedo se davvero avete intenzionate di combattere cosi il cosiddetto ‘euroscetticismo’ che tanto vi preoccupa. Perché la proposta della sospensione dei programmi è una perfetta esemplificazione di tutte quelle misure che non fanno altro favorire tutti quelle formazioni che vedono nella distruzione del progetto europeo la loro ragion d’essere.
Abbiamo due Paesi in difficoltà e voi li penalizzate ancor di più.
Il concetto di solidarietà è ben presente nei Trattati Europei, ma forse questa Commissione se l’è dimenticato.

Sottolineo inoltre, come già rimarcato dal Ministro portoghese Mario Centeno, che, anche dal punto di vista della ‘logica’punitiva sanzionatoria, una applicazione della sospensione apparrebbe del tutto contradditoria con la decisione di non applicare le sanzioni per deficit eccessivo; non sarebbe ovviamente compresa dalla cittadinanza, e li penalizzerebbe oltremodo nei progetti e nella dimensione territoriale a loro più vicina.

1) La Commissione potrebbe fornire dei dati più precisi sulla attuale situazione socio-economica dei due Paesi ? Quale sarebbe l’impatto della sospensione sull’economia dei due Paesi? Vorrei fare notare che il paragrafo 15 dell’articolo 23 prevede la trasmissione di dati dettagliati, e non solo l’elenco di programmi operativi eventualmente sottoposti a sospensione.
2) Secondo quanto previsto dal paragrafo 16 dell’art.23, “Nel 2017 la Commissione procede a un riesame dell’applicazione del presente articolo. A tal fine la Commissione elabora una relazione da trasmettere al Parlamento europeo e al Consiglio, corredata se del caso di una proposta legislativa”. La mia domanda è: siamo ancora nel 2016, ma visto che la situazione socioeconomica continua ad essere particolarmente grave in tutta Europa, ed anzi addirittura peggiore del 2013, la Commissione prevede di rivedere, e se sì in che maniera il detto articolo?

 

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ROSA D'AMATO