Corte di Giustizia Europea e Corte Europea per i Diritti dell’Uomo
7 ottobre 2015
0

Per districarsi nella jungla europea 2: La Corte di Giustizia Europea e la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo

Molto spesso le due realtà vengono confuse, nonostante la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo non sia un’istituzione europea e abbia un ruolo profondamente diverso dalla Corte di Giustizia Europea.

La Corte europea dei Diritti dell’Uomo è un tribunale internazionale con sede a Strasburgo. La Corte si compone di un numero di giudici pari a quello degli Stati membri del Consiglio d’Europa che hanno ratificato la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (a oggi sono 47) .

I giudici siedono nella Corte a titolo individuale e non rappresentano nessuno Stato. Nell’esame dei ricorsi, la Corte è assistita da una cancelleria formata essenzialmente da giuristi provenienti da tutti i Paesi membri (chiamati anche “referendari”). Questi ultimi dovrebbero essere completamente indipendenti rispetto al loro Paese di provenienza (e di ‘nomina’) e non dovrebbero rappresentare né i ricorrenti né gli Stati.

Per approfondire competenze e possibilità di ricorso presso la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, questa ha reso disponibile una guida online, reperibile anche in italiano: http://www.echr.coe.int/Documents/Questions_Answers_ITA.pdf

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) http://curia.europa.eu/, ha sede in Lussemburgo ed è invece una delle Istituzioni europee. E’ stata ideata congiuntamente alla Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio nel 1952, con un ruolo autonomo e imparziale rispetto agli stati membri. E’ articolata in una Corte di Giustizia, composta da un giudice per ogni stato membro (28) più nove avvocati generali; in un Tribunale, di cui anche in questo caso fa parte un giudice per ogni Paese dell’UE e in un Tribunale della funzione pubblica, composto da sette giudici.

La Corte interpreta il diritto dell’UE per garantire che sia applicato allo stesso modo in un tutti gli Stati membri e dirime le controversie giuridiche tra governi nazionali e istituzioni dell’UE. La CGUE si pronuncia sui casi a essa sottoposti, generalmente ricadenti in queste fattispecie:

– pronunce pregiudiziali: i tribunali nazionali degli Stati membri devono assicurare la corretta applicazione del diritto dell’UE, ma i tribunali di paesi diversi potrebbero darne un’interpretazione differente. Se un giudice nazionale è in dubbio sull’interpretazione o sulla validità di una normativa dell’UE, può chiedere chiarimenti alla Corte. Lo stesso meccanismo può essere utilizzato per stabilire se una normativa o prassi nazionale sia compatibile con il diritto dell’UE;

– procedure d’infrazione: questo tipo di misure è adottato nei confronti di un governo nazionale che non rispetti il diritto dell’UE. Possono essere avviate dalla Commissione Europea o da un altro paese dell’UE.

– ricorsi per annullamento: se ritengono che un atto dell’UE violi i trattati o i diritti fondamentali, il governo di uno Stato membro, il Consiglio dell’Unione Europea, la Commissione europea o, (in taluni casi) il Parlamento Europeo, possono chiedere alla Corte di annullarlo. Anche i privati cittadini possono chiedere alla Corte di annullare un atto dell’UE che li riguardi direttamente;

– ricorsi per omissione: in talune circostanze, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione devono prendere determinate decisioni. Se vengono meno a quest’obbligo, i governi dell’UE, altre istituzioni dell’UE e, a certe condizioni, anche i privati cittadini o le imprese possono rivolgersi alla Corte;

azioni di risarcimento del danno: qualsiasi cittadino o impresa i cui interessi siano stati lesi da un’azione o omissione dell’UE o del suo personale può citarli davanti alla Corte.

Il ruolo della CGUE è importante per i cittadini europei perché anche i privati o un’impresa che hanno subito un danno a seguito di un’azione o di un’omissione da parte di un’istituzione dell’UE o del suo personale, possono citarli davanti alla Corte in uno di questi modi:

  • indirettamente, attraverso i tribunali nazionali (che possono decidere di deferire il caso alla Corte di Giustizia)
  • direttamente dinanzi al Tribunale (della CGUE), se si tratta di una decisione da parte di un’istituzione dell’UE che li riguardi direttamente e individualmente.

In sostanza, quindi, se un cittadino ritiene che le autorità di un qualsiasi paese abbiano violato il diritto dell’UE, può seguire la procedura ufficiale per i reclami

 

 

 

There are 0 comments

ROSA D'AMATO