Regi Varie
EFSI
31 marzo 2015
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In commissione Sviluppo Regionale del parlamento, è stato votato il testo del Parere sul regolamento proposto dalla Commissione Europea che istituirebbe il cosiddetto EFSI (European Fund for Strategic Investments), ossia il famoso piano Juncker, che ammonterà, come detto dal Presidente della commissione, a 21 miliardi di euro (5 miliardi di euro saranno forniti dalla BEI, gli altri 16 proverranno dai fondi del bilancio UE) che, con il presunto ‘effetto leva’ dovrebbero arrivare a 315.
Il piano è già stato sbandierato dalla Commissione Europea e da alcuni Stati Membri tra cui l’Italia, come il presunto ‘motore’ per far ripartire l’Europa e gli investimenti. Il regolamento della Commissione Europea presenta numerose problematiche, tra cui la possibilità di usare i Fondi Strutturali e di Investimento (ossia quelli della politica Regionale) per finanziare progetti scelti nel quadro dell’EFSI. Per fare un esempio, i progetti finanziabili presentati dall’Italia riguardano la TAV o il cosiddetto ‘revamping’ dell’Ilva.
Unici tra tutte le forze politiche presenti in Parlamento, abbiamo presentato una serie di emendamenti volti ad escludere a priori la possibilità di usare i fondi di coesione nell’EFSI , ad indirizzare le risorse del piano Juncker solo verso le piccole e medie imprese (sino a 250 dipendenti, contro i 3000 del testo proposto), e ad assicurare un controllo democratico del Parlamento sulla nomina dei cosiddetti esperti ‘indipendenti’ del Comitato deputato alla scelta dei progetti.
Ci siamo anche fermamente opposti al finanziamento del fondo di garanzia con i fondi presi da Horizon 2020 (2,7 miliardi)e Connecting Europe Facility (3,3 miliardi). In questo senso, la commissione per lo Sviluppo Regionale ha accolto le nostre istanze, e ha raccomandato di non destinare al piano EFSI proprio quei fondi destinati alla ricerca scientifica, all’innovazione, allo sviluppo.
Poco dopo il voto, tuttavia, il vicepresidente della Commissione Katainen, presente in Parlamento, ha reiterato la volontà della Commissione Europea di utilizzare i fondi destinati ad Horizon, adducendo il fatto che, grazie alle leve finanziarie, i finanziamenti potrebbero addirittura moltiplicarsi.
A fronte di un fantomatico effetto leva, dalla Commissione Europea viene prefigurato l’impoverimento di uno dei programmi più importanti dell’Unione, che associa la ricerca all’innovazione concentrandosi su tre settori chiave dell’ eccellenza scientifica, della leadership industriale e delle sfide per la società, al fine di assicurare che l’Europa produca una scienza e tecnologia di classe mondiale in grado di stimolare la crescita economica.
Togliere preziosissime risorse finanziare, specialmente in tempi di crisi, a questo programma, ‘scommettendo’ su investimenti di privati e pericolose ingegnerie finanziarie, sarebbe una gravissima scelta politica, contro la quale continueremo ad opporci in tutte le commissioni competenti.

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ROSA D'AMATO