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in Europa solo il M5S difende l’olio italiano
3 dicembre 2015
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La Commissione europea, lo scorso settembre, aveva adottato una proposta legislativa per autorizzare un accesso temporaneo supplementare dell’olio d’oliva tunisino nel mercato interno, portando da 56.700 a 91.700 tonnellate il volume ammesso nell’Ue a dazio zero aiutando, secondo l’Esecutivo UE, la ripresa economica della Tunisia in una fase di particolare difficoltà.

L’iniziativa era stata presentata dall’Alto rappresentante UE per la politica estera e di sicurezza comune Federica Mogherini come “un segnale della solidarietà dell’Ue con la Tunisia”, ma aveva subito messo in allarme gli eurodeputati, a cominciare dagli italiani.

L’Italia, tra i principali produttori di olio d’oliva, insieme a Grecia e Spagna, ha visto aumentare le importazioni dalla Tunisia di quasi 8 volte nel 2015. E la concorrenza proveniente dai paesi terzi si salda ad altre problematiche, dall’emergenza Xylella ai livelli eccessivamente elevati di acidi grassi riscontrati in alcuni oli prodotti in Calabria e in Puglia che ne stanno impedendo la classificazione come extravergine.

A criticare la proposta della Commissione anche il presidente della commissione Ambiente e sicurezza alimentare dell’Europarlamento La Via (Ncd), e il coordinatore del gruppo S&D in commissione Agricoltura De Castro (Pd), che avevano annunciato battaglia, contro il provvedimento.

La determinazione degli eurodeputati si misurerà, però, l’11 gennaio, quando la commissione Agricoltura dovrà tradurre in decisioni concrete gli annunci dei mesi scorsi.

Insieme ai colleghi Marco Zullo e Giulia Moi – afferma la tarantina Rosa D’Amato – ho presentato un emendamento di rigetto della proposta dell’Esecutivo UE. Questo è l’unico strumento che ci consente di bloccare un provvedimento che colpisce pesantemente i piccoli produttori, in particolar modo quelli salentini già provati dalla Xylella. I nostri olivicoltori hanno bisogno di essere tutelati e non schiacciati dalla concorrenza sleale di un olio prodotto fuori dall’Ue a costi decisamente più bassi e introdotto senza dazi nel nostro mercato”.

Verificheremo il prossimo 11 Gennaio se i colleghi degli altri gruppi, in particolar modo La Via e De Castro che a parole si sono espressi in difesa dell’olio italiano, voteranno positivamente questo nostro emendamento oppure si piegheranno al volere dei burocrati di Bruxelles.

 

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ROSA D'AMATO