Fondi Europei. Proponi il tuo progetto

I Fondi Europei sono una risorsa utile per chi ha un progetto da realizzare. Questa sezione serve ad aiutare queste idee a individuare la risorsa più adatta. Scegli l’area più adatta a cui sottoporre il tuo progetto e cercheremo di dare le giuste risposte.

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Unione Europea: chi comanda per davvero? 

A volte si ha la tendenza a pensare che un portavoce in Europa possa essere dotato di qualunque genere di capacità e che quindi possa intervenire in qualsiasi ambito e in ogni situazione. Purtroppo invece le cose stanno diversamente ed è quindi importante fare un po’ di chiarezza per riuscire a districarsi fra le varie Istituzioni europee e le loro competenze.

Il Parlamento Europeo, composto da 751 deputati, è l’unico organo istituzionale dell’Unione a essere votato direttamente dai cittadini. Questo alimenta legittime aspettative di espressione democratica, in quanto è legittimo immaginare che i rappresentanti eletti possano governare l’Unione Europea.

In realtà è invece la Commissione Europea ad avere la competenza di governo. Essa propone al Parlamento e al Consiglio dell’Unione Europea la legislazione da adottare, assegna i fondi europei (direttamente o per il tramite di istituzioni nazionali o regionali), tutela il rispetto delle leggi e degli atti europei da parte degli Stati membri e rappresenta l’Unione in sede internazionale (come ad esempio in occasione dei negoziati per i trattati o gli accordi internazionali). La Commissione è composta di 28 persone, una per ogni Stato membro; il Presidente – oggi Jean-Claude Juncker – è designato dal Consiglio Europeo e sottoposto all’approvazione del Parlamento Europeo; una volta votato, egli provvederà a nominare (congiuntamente all’attribuzione di competenze politiche specifiche) la squadra dei Commissari, generalmente individuati sulla base di accordi politici interni a ciascun Stato membro, ragion per cui di norma non vi sono sorprese nel voto di approvazione del Parlamento.

Il processo decisionale europeo vede però anche il coinvolgimento di un’altra Istituzione: il Consiglio dell’Unione Europea, da non confondere assolutamente con il Consiglio Europeo. Quest’ultimo – attualmente presieduto da Donald Tusk – definisce l’orientamento politico generale e le priorità dell’Unione ed è composto dai capi di Stato o di governo dei Paesi membri, dal presidente della Commissione Europea e dall’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

Il Consiglio dell’Unione Europea è invece un organo decisionale essenziale dell’UE, perché negozia e adotta gli atti legislativi (nella maggior parte dei casi insieme al Parlamento europeo, mediante la procedura legislativa ordinaria, nota anche come procedura di codecisione. Essa è utilizzata per i settori in cui l’UE ha competenza esclusiva o concorrente con gli Stati membri. In tali casi, il Consiglio legifera sulla base delle proposte presentate dalla Commissione europea). Il Consiglio dell’UE è un’entità giuridica unica, ma si riunisce in dieci diverse “formazioni” secondo l’argomento trattato: Affari esteri, Affari generali, Agricoltura e pesca, Ambiente, Competitività, Economia e finanza, Giustizia e affari interni, Istruzione, gioventù, cultura e sport, Occupazione, politica sociale, salute e consumatori, Trasporti, telecomunicazioni ed energia. Alle sessioni del Consiglio, presiedute a turno da uno degli Stati membri dell’UE ogni sei mesi, partecipano i rappresentanti di ciascuno Stato. I ministri o sottosegretari di Stato sono quindi abilitati a impegnare il governo del proprio paese e a esprimerne il voto.

Una struttura notevolmente articolata, quella europea, poiché è composta anche dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, dal Comitato delle Regioni, dal Comitato Economico e Sociale, dalla Banca Centrale Europea (che ha indipendenza e autonomia), dalla Corte dei Conti e dalla Banca Europea degli Investimenti. Ma di questi soggetti avremo modo di parlare in futuro.

Per il momento sarebbe bene concentrarsi sul fatto che, stante la struttura di diritto costruita in Europa, i poteri effettivi di un europarlamentare si concretizzano in proposte d’iniziativa per sollecitare l’avvio di un iter legislativo da parte della Commissione, nonché ai pareri, alle opinioni e agli emendamenti e al voto sugli atti che arrivano dalla Commissione Europea. A questo si aggiunge la possibilità di interpellare la Commissione, il Presidente del Consiglio Europeo, l’Alto Rappresentante, il Consiglio dell’UE e la BCE.

Sono dunque ambiti e poteri che permettono, attraverso un lavoro serio e costante, di indirizzare o correggere le politiche proposte da gruppi ristretti di persone, non elette dai cittadini. Questa è la missione di un portavoce in Europa che farà certo tutto il possibile affinché la parola “democrazia” abbia significato.

ROSA D'AMATO