Comunicati Stampa
Fondi Ue, D’Amato (M5S): no a blocco degli aiuti di Stato per le risorse in ricerca e innovazione
15 luglio 2016
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Ringrazio innanzitutto il collega Van Nisterlooi per il working document che ci è stato presentato già la scorsa settimana e che ci serve come base preliminare per la nostra discussione.

L’Implementation report, come sappiamo ed è stato ricordato, verte per l’appunto sull’analisi della comunicazione ex. Art 16.3 del Regolamento, presentata dalla Commissione il 14 dicembre (La Commissione redige una relazione sui risultati dei negoziati relativi agli accordi e ai programmi di partenariato, compreso un quadro di sintesi delle questioni chiave, per ciascuno Stato membro, entro il 31 dicembre 2015). Attendiamo anche qui la bozza del report del collega in autunno, ma anche adesso possiamo fare delle considerazioni preliminari.

Innanzitutto, il report sarà un’ottima opportunità per un’analisi olistica della politica di coesione. Condividiamo alcune delle idee preliminari presentate dal rapporteur.

Proprio in considerazione della grande importanza data al tema della semplificazione (e della relativa formazione dell’High Level Group on Simplification) pare anche a noi utile, per esempio, un’analisi della Commissione sull’uso delle misure di semplificazione già introdotte, per esempio sulle SCO (simplified cost-options).

Analogamente, visto che le regole sugli aiuti di Stato non si applicano a H2020 e all’EFSI, mentre invece ai Fondi Strutturali e di Investimento si’, anche noi guardiamo con interesse ad una possibile proposta di una sorta di ‘esenzione di blocco’ su aiuti di stati per l’obiettivo tematico 1 (ricerca e innovazione). Questo aiuterebbe, come sottolineato nella nostra ultima mozione di risoluzione, la possibile creazione di sinergia tra Horizon e Fondi Strutturali con un quadro normativo meno complesso.

Come è stato precedentemente espresso, abbiamo diverse riserve, ed esprimiamo una certa cautela sull’uso degli strumenti finanziari, pur nel quadro rinnovato della programmazione 2014-2020.

Non possiamo che rinnovare la nostra totale contrarietà di principio, inoltre, in merito al link tra poliitica di coesione e Semestre Europeo (il famoso articolo 23), che riteniamo del tutto pericoloso e antitetico ai principi di coesione economica, sociale e territoriale.

In ogni caso, e stante in questo caso, la diversità di impostazione con altri gruppi, anche noi siamo interessati a sapere come e quanto le raccomandazioni specifiche per Paese siano state seguite e come, visto che abbiamo informazioni molto scarne al riguardo.

Vorremmo inoltre avere, e questo ci pare assolutamente fondamentale, chiarimenti e dati precisi dalla Commissione su come gli Stati Membri e le regioni hanno rispettato il principio di partenariato, con indicazioni in merito a chi ha mal applicato questo principio.

La politica di coesione come sappiamo, è altamente perfettibile, ma rimane il principale strumento di investimento dell’UE. Per difenderla, dobbiamo migliorarla e aumentare assolutamente il coinvolgimento della società civile e degli stakeholders già nella programmazione. Non è il momento di nascondere la polvere sotto il tappeto, ma di avere dati e informazioni il più possibile precisi e puntuali per iniziare a lavorare subito sull’accelerazione della presente programmazione e sulle idee del post-2020.

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ROSA D'AMATO