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FONDI UE, D’AMATO (M5S): PER LE REGIONI LA FLESSIBILITA’ DI BRUXELLES E’ SOLO UNA BUFALA
16 gennaio 2015
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Strasburgo, 15 gennaio 2015

“La flessibilità concessa dall’Ue potrà forse aiutare il governo Renzi a evitare una bocciatura sonora nei prossimi mesi, ma di sicuro non servirà alle regioni italiane. La vera flessibilità sui fondi europei per la coesione, infatti, avrebbe dovuto prevedere lo scorporo del cofinanziamento regionale dal computo del patto di stabilità. Scomputo che, a oggi, non esiste”. Lo dichiara l’eurodeputata M5S Rosa D’Amato commentando il documento della Commissione Juncker che ha fornito una nuova ‘interpretazione’ delle regole esistenti del Patto di stabilità e di crescita. “I cittadini devono sapere che dall’Ue non è arrivata alcuna modifica legislativa – dice D’Amato – Il cappio del Patto resta. Il documento, infatti, non prevede nessuna ‘golden rule’, che era l’obiettivo dichiarato di Renzi, ossia la possibilità di escludere del tutto ogni tipo di investimento dal deficit. L’unica concessione fatta da Juncker è di dare un po’ più di tempo ai paesi membri per raggiungere il pareggio di bilancio. Ma anche questo ‘tempo supplementare’ non sarà così ‘flessibile’: per ottenerlo, infatti, i paesi devono fare le riforme, come il Jobs Act, e le devono fare subito”.
In sostanza, continua l’eurodeputata M5S, “l’Italia avrà la pistola puntata alla tempia se vorranno evitare di finire come la Grecia. Una sorta di Troika nascosta, che si manifesterà a Roma con un’ulteriore limitazione del ruolo del Parlamento nazionale. Mi attendo nuovi ‘canguri'”.
Per quanto riguarda le regioni, conclude D’Amato, “purtroppo nulla cambia. Il cappio del Patto di stabilità interno resta, a meno che il governo non decida di allentarlo. A ogni modo, i margini di manovra di Roma sono così risicati che per le regioni sarà complicato, se non impossibile, riuscire a spendere tutti i fondi Ue senza sforare il tetto del 3 per cento”.

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ROSA D'AMATO