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Fondi ue per il sisma, tetto a risorse limita ricostruzione
22 marzo 2017
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Lo avevamo denunciato e cosi’ è stato: a causa dell’opposizione di popolari e socialisti (in sostanza i gruppi di Pd, Ncd e Forza Italia) la proposta di destinare alle zone terremotate d’Italia i fondi europei al 100%, ossia senza il cofinanziamento di Stato e regioni (che sarebbe un peso insostenibile oggi per le amministrazioni locali colpite), è stata annacquata. Infatti, pur restando esenti da cofinanziamento, questi fondi non potranno superare il 5% dell’allocazione totale del FESR. Per l’Italia, questo significherebbe un importo ‘mobilizzabile’ di 1 miliardo e 32 milioni.  Cosi’ facendo, si limita fortemente l’utilizzo di queste risorse per la ricostruzione.

La delegazione del Movimento 5 stelle era pronta ad approvare la proposta originale della Commissione, che non prevedeva alcun tetto e che avrebbe permesso una maggiore mobilitazione di fondi ove necessario, ma la maggioranza degli altri gruppi si è opposta.

Preciso inoltre che, contrariamente a quanto apparso su diversi organi di stampa, il report non sarà approvato nella plenaria del 3-4 aprile. Conformemente all’articolo 69 quater, il presidente del Parlamento, all’inizio della sessione, annuncerà semplicemente l’apertura dei negoziati. Solo qualora almeno 76 Membri si oppongano, si voterà sull’apertura dei negoziati (e non sul report).

La vera battaglia inizierà invece a metà aprile, quando saremo in prima fila, in quanto parte del team negoziale del Parlamento, per tentare di preservare il massimo del cofinanziamento negoziati con il Consiglio e la Commissione Europea. Verosimilmente, il report come negoziato sarà dunque approvato in plenaria in maggio.

Se gli altri gruppi avessero sostenuto la posizione del Movimento 5 Stelle, questi fondi importantissimi per le aree terremotate sarebbero stati sbloccati settimane prima”, conclude l’eurodeputata M5S.

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ROSA D'AMATO