Fondi Europei
Fondo di solidarietà
10 febbraio 2015
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Alluvione

L’alluvione che ha colpito il Gargano nel settembre 2014 continua a lasciare dietro di sé una sterile e dannosa scia di polemiche .

Esponenti politici del gruppo regionale di Forza Italia hanno recentemente invocato a gran voce un intervento dell’ Europa tramite il Fondo di Solidarietà Europeo.

Il Fondo di solidarietà dell’Unione europea è nato per rispondere alle grandi calamità naturali ed esprimere la solidarietà europea alle regioni colpite all’interno della UE. Il Fondo è stato istituito a seguito delle gravi inondazioni che hanno devastato l’Europa centrale nell’estate del 2002. Da allora è stato utilizzato in risposta a diversi tipi di catastrofi, tra cui inondazioni, incendi forestali, terremoti, tempeste e siccità.

Una semplice analisi, da parte dei soliti noti, del quadro che regolamenta il Fondo sopramenzionato avrebbe però evitato di alimentare false speranze presso i cittadini al solo scopo di guadagnare consensi elettorali.

Il regolamento n. 661/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 (consultabile qui) e in particolare l’art. 3. dispone che per «catastrofe naturale regionale» si intende qualsiasi catastrofe naturale che provochi, in una regione di uno Stato ammissibile, danni diretti superiori all’1,5 % del prodotto interno lordo (PIL) di tale regione.

Come si evince dalla tabella consultabile qui redatta dalla Direzione Generale Politiche Regionali competente per l’attuazione del Regolamento, per la Regione Puglia tale soglia ammonta a 1.049.6 milioni di euro.

La stessa Regione Puglia (Area Politiche per la Riqualificazione, la Tutela della Sicurezza Ambientale e per l’attuazione delle opere pubbliche, Servizio Protezione Civile) ha calcolato la stima del danno per un ammontare di 313.683.856,58 Euro.

Appare immediatamente comprensibile dunque come non sia raggiunta la soglia per l’eleggibilità necessaria per l’erogazione del fondo e come una richiesta in tal senso denoti, nel migliore dei casi, una ignoranza completa del meccanismo di determinati fondi che ai consiglieri regionali dovrebbe essere più che nota.

Tanto rumore per nulla. Sulla pelle, e sulle speranze, dei cittadini, naturalmente.

There are 2 comments

  • ASSUNTA MARCELLA STASULLI ha detto:

    BUONA SERA. CIAO ROSA CI SIAMO CONOSCIUTE ALL’AGORA’ DI LUCERA-SAN SEVERRO AD OTTOBRE/NOVEBRE 2014. AVREI INTENZIONE DI INSTALLARE UNA MINIPALA EOLICA DA 60kw IN UN FONDO DI PROPRIETA’ DELLA MIA FAMIGLIA IN PROVINCIA DI FOGGIA. SAI DIRMI SE CI SONO FINANZIAMENTI EUROPEI A FONDO PERDUTO SUL MINIEOLICO?
    TI RINGRAZIO PER L’ATTENZIONE CHE VORRAI DEDICARE ALLA MIA DOMANDA.
    TI SALUTO CON AFFETTO E STIMA PER IL LAVORO CHE STAI SVOLGENDO PER TUTTI NOI.
    MARCELLA

  • Vincenzo Lamargese ha detto:

    Ciao Rosa,
    riprendo cit. del tuo articolo: “Il regolamento n. 661/2015 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 maggio 2015 (prego correggere la data!) e in particolare l’art. 3. dispone che per «catastrofe naturale regionale» si intende qualsiasi catastrofe naturale che provochi, in una regione di uno Stato ammissibile, danni diretti superiori all’1,5 % del prodotto interno lordo (PIL) di tale regione.” ; niente da eccepire se non l’aberrante modus operandi del sistema legislativo europeo che accomuna intere aree geografiche, sebbene appartenenti alla stessa regione, ma che di fatto sia per una questione politico geografica, che per una questione più propriamente demografica, non possono avere le stesse caratteristiche socio economiche delle aree regionali di gran lunga più produttive, detenendo di fatto una percentuale di PIL largamente al di sotto di quella regionale. Mi rendo conto di essere in controtendenza rispetto al nostro pensiero circa la soppressione delle province, ma ritengo che queste ultime dovrebbero essere ampliate di numero e riformate proprio per dare risalto a realtà territoriali e alle loro problematiche peculiari, come il Gargano. Altresì avrei preferito l’eliminazione delle regioni, vero focolaio di corruzione e malapolitica che da domani ci ritroveremo addirittura al senato della repubblica con i loro rappresentanti non eletti tanto per cambiare……. detto questo, e vengo al dunque, ci sarebbe bisogno di intervenire in merito al medesimo articolo su menzionato, che di fatto crea disparità di trattamento in base alle capacità produttive locali, che pure compartecipano al raggiungimento del PIL regionale. Nel caso specifico del Gargano, non stiamo parlando di una zona desertica improduttiva, ma di una realtà territoriale troppo spesso, anzi sempre posta ai margini degli interessi provinciali, regionali, statali e per ultimi europei, almeno fin quando non si parli di tasse e imposte varie, che viceversa vengono applicate di sanapianta e senza distinzioni di PIL, di Reddito procapite, di infrastrutture presenti, di servizi, etc etc.
    Ritengo che la rappresentanza politica nelle varie sedi parlamentari nazionali ed europee, non sia e non dia i risultati che il popolo si aspetta, per logici e palesi motivi; il popolo va aiutato e supportato con iniziative ferme e decise, non c’è più tempo per le chiacchiere e i dibattiti di salotto nell’attesa che una cultura popolare possa cambiare di sanapianta da un momento all’altro, bisogna fare! Mettersi in testa al popolo ed attuare una protesta ferma e decisa contro il sistema e le sue istituzioni, attraverso scioperi fiscali ad oltranza e iniziative che debbano colpire il più possibile le multinazionali che in nome della privatizzazione dei servizi di fatto hanno strangolato la gente, boigottare a turno tutte le compagnie petrolifere presenti sul mercato italiano, altrettanto dicasi per le banche tutte, etc etc….. Cose già dette ridette e perfette, ma a quando le iniziative in tal senso??????

  • ROSA D'AMATO