Fondi Europei Regi
Fondo Ue di solidarietà strumento necessario, ma controlli rigidi contro infiltrazioni criminali
24 maggio 2016
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Ecco il testo del mio intervento in commissione Regi al Parlamento europeo

Cari colleghi,

sappiamo tutti come funziona il fondo di solidarietà e quanto sia uno strumento necessario per l’Unione, ancor di più in tempi di cambiamento climatico e conseguenti catastrofi naturali, e ancor di più perché integra le spese sostenute dagli Stati Membri, sempre in maggiore difficoltà a causa della crisi economica.

Per le catastrofi gravi il Fondo di solidarietà finora ha funzionato in modo soddisfacente seguendo criteri chiari e di semplice accesso.

Ma le domande per le catastrofi minori hanno comportato invece serie difficoltà per i paesi, in particolare perché le condizioni stabilite dal regolamento sono poco chiare e complicate. L’obbligo per gli Stati di definire nella domanda la regione colpita come un’unica zona specifica in cui la catastrofe ha coinvolto la maggior parte della popolazione spesso non riflette la realtà. Inoltre, dimostrare profonde e durevoli ripercussioni sulla stabilità economica della regione colpita è stato un esercizio piuttosto gravoso e difficile da valutare, soprattutto in zone ristrette. A dimostrazione di ciò, finora circa due terzi delle domande presentate conformemente a questa disposizione non sono state accettate.

Sulla base di queste considerazioni, apprezzo molto che in questa commissione tratteremo un dossier sull’ argomento, viste infatti le difficoltà che tuttora permangono come ad esempio la lentezza della Commissione nel valutare le domande relative alle catastrofi naturali e la necessità di migliorare le procedure e la comunicazione tra il livello regionale, nazionale ed europeo.

Occorre appurare se le sovvenzioni del Fondo di solidarietà siano state usate in modo idoneo, evitando al massimo infiltrazioni criminali e divulgando le migliori pratiche. In tal senso la Commissione dovrebbe passare in rassegna le procedure di appalto seguite dagli Stati membri

e migliorare il sistema di monitoraggio della spesa ex post, ad esempio le relazioni finali fornite dagli Stati membri dovrebbero essere pubbliche e accessibili.

Occorre una migliore definizione dei piani nazionali di gestione delle catastrofi, la predisposizione di accordi sugli appalti di emergenza, la realizzazione di misure provvisorie di alloggio in zone disastrate.

Giusto per citare un esempio che riguarda il mio paese, vorrei ricordare che non è stato dato alcun seguito alle preoccupazioni sollevate nella relazione della Corte dei conti sull’utilizzo del Fondo di solidarietà in Abruzzo per il fatto che il progetto CASE, che è stato finanziato dal fondo ha comportato numerosi problemi, tra cui infiltrazioni malavitose e utilizzo di materiali scadenti, tanto che i balconi delle abitazioni si sono sgretolati sotto gli occhi di tutti e soprattutto sotto i riflettori dei mass media nazionali.

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ROSA D'AMATO