Gruppo di alto livello sulla semplificazione per i beneficiari dei fondi strutturali e di investimento

La Commissione europea  ha istituito un gruppo indipendente di esperti di alto livello sulla semplificazione e il  monitoraggio dei fondi strutturali europei e dei fondi di investimento . Il compito di tale gruppo di esperti è quello di consigliare la Commissione  circa la  semplificazione e la riduzione degli oneri amministrativi per i beneficiari dei Fondi di Investimento (ESI) e dei fondi strutturali europei . Tra gli obiettivi specifici del gruppo ci sono anche quello di individuare le buone pratiche in materia di riduzione degli oneri amministrativi per i beneficiari e fare raccomandazioni per migliorare la diffusione di misure di semplificazione per il periodo 2014-2020 , in particolare in vista della sua revisione intermedia nel 2016 , nonché  i prossimi passi da fare per il quadro normativo post 2020.

 

A metà marzo il gruppo di alto livello ha pubblicato un  interim report sulla e-Governance trattando in particolare due temi:  i servizi IT (come digitalizzazione delle pratiche burocratiche) e i cosiddetti Costi Semplificati.

 

I membri del gruppo di alto livello hanno chiesto alla Commissione di adottare una piattaforma comune per i Fondi ESI che fornirebbe un approccio coerente per i beneficiari. La riduzione del numero di differenti sistemi operativi, infatti,  fornirebbe una semplificazione significativa nella gestione dei fondi.

 

Inoltre hanno chiesto che vengano accettati i documenti elettronici per tutti i fondi e di assicurare un accordo tra tutti gli organi di controllo competenti, compresa la Corte dei conti europea.

Infine, i  membri del gruppo di alto livello hanno anche esortato la Commissione ad incoraggiare un approccio di partenariato per l’ e-Governance e assistere gli Stati membri e le autorità di gestione nella ricerca dei partner anche attraverso assistenza tecnica.

Difatti, uno degli elementi che mirano a semplificare e snellire l’attuazione dei programmi dei Fondi ESI è l’e-governance, che riguarda appunto lo scambio elettronico di informazioni tra i beneficiari e le autorità responsabili dei programmi.

Questo strumento è finalizzato a ridurre l’onere amministrativo per i beneficiari. In pratica, le disposizioni di e-governance nei regolamenti richiedono agli Stati membri di fornire servizi IT permettendo ai beneficiari dei fondi uno  scambio di informazioni più efficace con le autorità responsabili dei programmi attraverso l’uso di portali elettronici accessibili attraverso il web. Ad esempio, i responsabili di progetto possono richiedere rimborsi on-line e presentare le informazioni in formato elettronico, eliminando il flusso di carta.

Tuttavia, parlando di servizi tecnologici,  non posso non soffermarmi su alcune criticità che ho riscontrato.

Ad esempio diversi stati membri e regioni, in particolare penso alle regioni del sud e a quelle periferiche, molte volte non hanno quello infrastrutture di supporto necessarie per applicare le misure della e-Governance, pertanto sarà necessaria una maggiore assistenza per queste realtà.

Bisogna procedere per gradi, eliminando le strozzature già esistenti, i ritardi nell’implementazione dei programmi (l’Italia e molte regioni del sud sono un pessimo esempio in questo!) e i dislivelli tra i diversi Stati Membri  altrimenti il rischio che corriamo è quello di una vera e propria Europa a due velocità.

Relativamente ai costi semplificati i membri del gruppo ad alto livello riconoscono il loro potenziale al fine di semplificare e razionalizzare l’amministrazione per i beneficiari, ma invitano la Commissione a garantire che le barriere e le incertezze intorno al loro utilizzo, soprattutto in termini di conflitti con altre norme dell’UE, come gli aiuti di Stato , vengano chiariti quanto prima e se necessario si proceda con le opportune modifiche legislative.

Utilizzare tassi forfettari, tabelle standard,  costi unitari al posto del rimborso dei costi reali riduce la probabilità di errori e oneri amministrativi per i promotori dei progetti. I costi ammissibili sarebbero calcolati secondo un metodo predefinito in base ai risultati o alcuni altri costi. Non sarà più necessario rendicontare ogni singolo euro speso. Per esempio, i costi indiretti potrebbero essere calcolati applicando una percentuale alle spese per il personale. Un seminario potrebbe essere rimborsato sulla base di una somma forfettaria concordata, e in tal caso il beneficiario verrebbe pagato dopo aver provato di aver organizzato tale seminario, senza bisogno di dettagliare i costi reali del progetto.

Ma siamo sicuri di poter risolvere adeguatamente il conflitto tra questi costi semplificati , pagati su base forfettaria, e le regole sugli aiuti di stato e gli appalti pubblici? Come sollevato anche nell’interim report, è evidente che il rischio di conflitto è molto alto e andrebbe ulteriormente analizzato.

Così come la mancanza di una chiara differenziazione tra i concetti di errore e frode nonché di regole dettagliate sugli audit ovvero i controlli che vengono effettuati da parte della Commissione europea.

Mi sembra evidente che se vogliamo procedere in questa direzione dobbiamo contemplare la possibilità di modificare i regolamenti ed il percorso potrebbe essere molto lungo.

 

 

ROSA D'AMATO