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Guardate come i greci accolgono i migranti anche se non hanno nulla
10 ottobre 2015
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Il Movimento 5 Stelle, vista la tragica situazione della Grecia, è costretto a votare a favore della proposta di aumento del cofinanziamento per la vecchia programmazione e di anticipo di prefinanziamento per l’attuale. Il Movimento 5 Stelle ha sempre sostenuto una politica di maggiore flessibilità verso il popolo greco, criticando aspramente le politiche di austerità e le modalità di negoziazione del memorandum che sono state imposte alla Grecia. Sottolineo che la proposta non comporta alcuna variazione dei massimali annui per impegni e pagamenti previsti nel quadro finanziario pluriennale e che la ripartizione annua degli stanziamenti di impegno per il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo e il Fondo di coesione rimane invariata.

Sottolineo anche che è stato previsto un meccanismo per garantire che gli importi siano utilizzati esclusivamente per i pagamenti a favore dei beneficiari e per i programmi operativi, quindi per i cittadini. Il Movimento 5 Stelle dunque vota positivamente ma, si badi bene, il nostro voto a queste singole misure non sposta di una virgola la nostra valutazione sul trattamento vessatorio imposto ai cittadini greci in nome dell’austerità, dei vincoli di bilancio e delle regole che valgono solo per alcuni e meno per altri.

Voglio sottolineare inoltre l’enorme sforzo e la grandissima umanità di cui il popolo greco, pur nelle difficilissime condizioni in cui si trova, ha dato prova nell’accogliere i migranti che sono uomini e donne in fuga da guerre o in cerca di un futuro migliore e non, come viene spesso fatto passare nei discorsi pubblici, clandestini. Il trattato sul funzionamento dell’Unione europea all’articolo 80 menziona il principio di solidarietà e all’articolo 174 recita: “Per promuovere uno sviluppo armonioso dell’insieme dell’Unione, questa sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale”.

Credete che l’Unione europea nella sua diversa declinazione di Commissione, Consiglio e della maggioranza di questo Parlamento stia davvero applicando questi principi? Basterebbe citare l’esempio della macrocondizionalità economica applicata alla politica di coesione per darci una risposta purtroppo per nulla rassicurante.

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ROSA D'AMATO