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Il gasdotto #TAP va fermato. La Commissione #Ue ce lo conferma: l’Italia sta aggirando le norme europee per la tutela dell’ambiente marino
7 novembre 2016
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Come ha rivelato il commissario all’Ambiente rispondendo a un’interrogazione che ho presentato insieme a Piernicola Pedicini – Portavoce M5S al Parlamento Europeo Bruxelles “non è ancora in grado di valutare le misure previste per i problemi di impatto ambientale a seguito della realizzazione del Tap, perché il governo italiano non ha ancora presentato il proprio programma di misure così come richiesto dalla direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino”.

In sostanza, l’Italia tiene segrete le carte dinanzi a un’opera che, passando dall’Albania per sbarcare sulle coste salentine, costeggerà i Siti d’interesse comunitario (Sic) Riserva naturale Le Cesine e Alimini – Otranto. Cosa ha da nascondere? Forse il fatto che il TAP metterà a serio rischio l’ambiente? Forse il fatto che il progetto ha già ottenuto parere negativo di Valutazione d’impatto ambientale (Via) dal ministero dei Beni culturali e del turismo? O forse perché è carente rispetto alle prospezioni geologiche nel tratto off-shore della condotta e non fornisce studi sul rischio di venuta a contatto dell’acqua marina con la falda acquifera? L’Italia dia delle risposte.
Nel giugno 2015 avevamo già allertato la Commissione europea sulla pericolosità del TAP, contestando che addirittura la Bei investisse soldi in questo progetto inutile e dannoso. All’epoca, avevamo ricevuto risposte rassicuranti in merito alla finanziabilità del progetto a patto della conformità del TAP alla normativa sia nazionale che Ue.

Abbiamo insistito su questo argomento, e finalmente la Commissione europea conferma che l’impatto dovrebbe essere valutato nell’ambito della direttiva sulla valutazione d’impatto ambientale (VIA), la quale dovrebbe altresì tener conto del nuovo Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia visto che tale piano esclude la possibilità di costruire gasdotti vicino alle aree protette. Su questo notiamo le contraddizioni di Emiliano, ancora convinto che tale progetto sia la manna dal cielo per risolvere le questioni ambientali di Brindisi e Taranto.

Noi pensiamo che il TAP vada fermato senza se e senza ma. E continueremo a dare battaglia dalla Puglia a Bruxelles per impedire questo nuovo scempio al nostro territorio.

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ROSA D'AMATO