Ambiente Regi
ILVA: no aiuti di stato, subito bonifiche e riconversione
20 febbraio 2016
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La battaglia M5S per la difesa dei cittadini e della città di Taranto contro il “mostro” dell’Ilva torna al Parlamento europeo. Grazie all’impegno delle eurodeputate Rosa D’Amato ed Eleonora Evi, martedi’ a Bruxelles verrà riaperto l’iter per le due petizioni contro l’inquinamento dell’impianto siderurgico che sono state presentate dai cittadini Cosimo Fracasso e Violante Sion e difese da Peacelink, con il sostegno del Movimento 5 Stelle.
La petizione di Fracasso “lancia l’allarme sul tenore elevato di diossina nell’atmosfera per effetto delle emissioni nocive” dell’Ilva e chiede l’intervento dell’Unione europea contro “il decreto nazionale del 2006 che ha elevato i valori massimi di tolleranza delle diossine nell’aria fino a consentirne quantità 100mila volte superiori a quelle stabilite per gli inceneritori”. Nella petizione di Sion, si esprime “preoccupazione per il grave problema d’inquinamento provocato dallo stabilimento dell’Ilva di Taranto e in particolare per l’impatto delle polveri tossiche provenienti dai 70 ettari di parchi minerari, causa di un vero e proprio disastro ambientale”.

“Il 23 febbraio saremo alla commissione Petizioni del Parlamento Ue per difendere i diritti e la salute dei cittadini di Taranto – dice D’Amato – A Bruxelles stiamo combattendo affinché la Commissione europea riconosca e blocchi gli aiuti di stato del governo Renzi all’Ilva, spingendo dall’altra parte perché le risorse, siano esse nazionali o europee, vengano destinate subito ed efficacemente a una reale bonifica del territorio e a una riconversione industriale sostenibile del territorio”.

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ROSA D'AMATO