Comunicati Stampa
ILVA DI TARANTO, ORA INTERVENGA L’EUROPA
9 ottobre 2014
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Rispettare la legge. E’ questa la posizione del M5S Europa dopo l’ennesimo sversamento di liquido altamente inquinante a Taranto. Il decreto legislativo 334/99 prevede che qualunque incidente tecnico di questo tipo debba essere comunicato alla Commissione Europea per evitare che simili errori si ripetano e per limitarne le conseguenze. Invece l’Ilva e le autorità italiane cosa hanno fatto?

“Orecchie da mercante. – risponde la parlamentare europea Rosa D’Amato – Se le regole non vengono rispettate sorge il sospetto che ci sia qualcosa da nascondere. I cittadini vogliono conoscere l’esatta entità dello sversamento di acqua e olio lubrificante in mare e se i sistemi di sicurezza siano davvero efficienti”. In settembre, a causa dell’innalzamento del livello di una vasca dell’azienda, sono stati riversati nel Mar Grande della città pugliese ben 60mila litri di liquido misto tra acqua e olio lubrificante.

E chi dovrebbe adesso vigilare su tutto questo? Il neo Commissario all’Energia e ai cambiamenti climatici Miguel Cañete, salvato ieri dal voto dell’inciucio di PPE e S&D. Un petroliere, che fino a qualche giorno fa aveva notevoli interessi economici privati con il fossile, può essere il garante della rinascita di Taranto, della città più inquinata d’Europa?
Per Rosa D’Amato deve intervenire l’Unione Europea: “c’è un decreto legislativo che prevede la notifica alla Commissione dell’incidente. Perché non viene rispettato? Il mandato del precedente Commissario all’ambiente Potocnick sta per scadere e, viste le sue attenzioni alla problematica Ilva, auspichiamo che esprima al più presto il parere ragionato sul tema che i cittadini attendono”.

Il M5S Europa chiede che venga subito avviata la procedura di infrazione per l’Italia, un provvedimento che non risolve i problemi di inquinamento e di salute di lavoratori e cittadini, ma che pone il governo Renzi di fronte alle gravi responsabilità che ha nei confronti dell’Ilva.
Il M5S continuerà a denunciare e pretendere il rispetto per il diritto alla vita, alla salute e a un lavoro ‘pulito’ e dignitoso, in ogni sede istituzionale in Italia e in Europa.

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ROSA D'AMATO