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Ilva, ennesima figuraccia di Renzi a Bruxelles: al delicato vertice UE sull’acciaio l’Italia viene tenuta fuori la porta
16 febbraio 2016
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Ieri a Bruxelles c’è stata una delicata riunione dei sette paesi Ue produttori di acciaio. Si trattava di un incontro fondamentale per valutare le misure da prendere per rilanciare un settore cosi’ in crisi (o meglio per difenderlo dall’assalto dell’acciaio cinese low cost). L’Italia fa parte di questi sette paesi. E il governo Renzi non perde occasione per vantarsi di come “sbatte i pugni” a Bruxelles per difendere l’Ilva.

Eppure, a questa riunione cosi’ importante, l’Italia non c’era. Il ministro Guidi non è potuta andare per oscuri “impegni improvvisi” e ha mandato un funzionario del ministero, che, pero’, non è stato fatto entrare alla riunione (una conferenza di alto livello) essendo un semplice funzionario e non un membro del governo.

Insomma, a Bruxelles si è consumata l’ennesima figuraccia di Renzi, il cui governo ha dimostrato ancora una volta non solo di non conoscere l’abc dell’Ue, ma anche e soprattutto di non aver alcun interesse (se non di tornaconto elettorale) verso gli operai dell’Ilva di Taranto e del suo indotto.

Attenzione: il “mostro” Ilva va fermato. E paradossalmente Renzi con la sua incapacità potrebbe contribuire a questa fine. Ma quello che reputo inaccettabile è che il governo continui a giocare sulla pelle dei tarantini: dice di fare le bonifiche e non le fa; dice di voler rilanciare l’Ilva e se ne frega di fare squadra con l’Ue. In questo modo si perdono solo tempo e risorse fondamentali che potrebbero essere destinati al risanamento ambientale della città e alla riconversione industriale del territorio.

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ROSA D'AMATO