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Ilva, sblocco delle risorse economiche sequestrate: chi inquina continua a non pagare!
30 ottobre 2014
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M5S: <<Dopo il dissequestro di 1,2 miliardi di euro, non avverrà alcuna bonifica dei terreni contaminati. L’Ilva continuerà a non pagare per i danni arrecati all’ambiente e al territorio. Un bel regalo per i futuri proprietari. >>

Le somme dissequestrate saranno utilizzate per gli interventi previsti per attuare l’AIA (Autorizzazione di Impatto Ambientale) che normalmente dovrebbero esser già a spese del gestore nonché del proprietario del siderurgico che di norma, se inadempiente,dovrebbe chiudere l’attività. Sono stati emanati 5 Decreti Legge in meno di 2 anni per risolvere poco o nulla e per derogare le leggi esistenti. L’AIA non è ancora stata attuata e si continuano ad accumulare ritardi nella sua attuazione, tanto che anche il GIP Todisco ha ribadito che gli interventi più importanti, come la copertura dei parchi minerari o i monitoraggi in continuo, ancora non sono stati eseguiti. Per quanto riguarda i lavoratori ogni mese continuano ad intravedere un futuro prossimo sempre più incerto, tra speranze dei prestiti e nuove gestioni.

<<Cosa ha da festeggiare il PD?>> – dichiarano l’Europarlamentare, i Deputati e i Senatori pugliesi del M5S – <<Chi inquina, continua a farlo, chi subisce il danno, continua a riceverlo, il territorio non viene bonificato, quindi chi inquina continua a non pagare! Quando l’Ilva effettuerà le bonifiche dei terreni contaminati per aver inquinato un territorio? Lo sblocco di questi soldi coincide invece con il principio tutto italiano che chi inquina usa i profitti fatti sulla malattia e morte della popolazione per continuare le letali attività inquinanti! A parte i quasi 2 anni che sono passati dal primo decreto Salva Ilva-Ammazza Taranto (DL 207/2012), è doveroso ricordare che secondo la VDS (Valutazione del Danno Sanitario) dell’Arpa Puglia, anche se l’AIA fosse completamente rispettata (un impresa rimandata di decreto in decreto), non sarà sufficiente a scongiurare il rischio di ammalarsi per migliaia di cittadini tarantini.>>.

<<Le “bonifiche” tanto decantate in queste ore>> – continuano l’Europarlamentare, i Deputati e i Senatori pugliesi del M5S – <<sono per gli impianti dello stabilimento e non sul territorio inquinato. Anche con questi soldi dissequestrati i bambini non potranno tornare a giocare nei giardini delle scuole del quartiere tamburi, gli agricoltori e gli allevatori già colpiti dai veleni del polo industriale, non potranno praticare le loro attività, i morti non possono essere tumulati nel cimitero per il grado elevatissimo di contaminazione del terreno. Se a fronte di ciò si aggiunge anche che ci sarà a Taranto un aumento delle emissioni dovuto al progetto Tempa Rossa, con contestuale aumento del traffico delle petroliere, il governo continua a stringere il cappio intorno alla città di Taranto.

<< Le strane anomalie italiane non finiscono qui!>> – aggiungono l’Europarlamentare, i Deputati e i Senatori pugliesi del M5S -<<Questi fondi dovrebbero andare allo Stato in quanto proverebbero un evasione fiscale, invece, a causa dei nefasti decreti del Governo, ritornano all’azienda che ha nella proprietà i protagonisti del presunto illecito. A gioire, quindi, non saranno ne i lavoratori, ne i tarantini, ma molto probabilmente i futuri gestori che già stanno assaporando acquisti effettuati con i saldi. >>

<<Cambiare direzione si può e si deve>> – concludono l’Europarlamentare, i Deputati e i Senatori pugliesi del M5S – , prima che la prossima svendita dell’Ilva passi a imprenditori che continueranno nele attività inquinanti. Un documento del centro studi della Camera afferma che ogni miliardo investito nelle energie fossili crea 500 posti di lavoro. Gli stessi soldi investiti nelle rinnovabili ne generano 3.000. La riqualificazione energetica degli immobili con un miliardo investito genera circa 17.000 posti di lavoro, perchè non voltare completamente pagina invece che continuare ad uccidere un territorio e le sue reali vocazioni?>>

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ROSA D'AMATO