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Ilva: Si rispetti principio “CHI INQUINA PAGA”, fondi pubblici vadano a risanamento Taranto non a impianti
3 febbraio 2016
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“L’Ue faccia rispettare il principio del ‘chi inquina paga”. E i fondi pubblici vadano esclusivamente al risanamento e al piano di riconversione industriale di Taranto e non agli impianti dell’Ilva”. Lo dice l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, spiegando le ragioni che l’hanno spinta a chiedere un incontro al Commissario Ue all’Ambiente Karmenu Vella. “E’ necessario fare chiarezza immediata sull’attuazione delle misure ambientali per Taranto – dice l’eurodeputata tarantina – che vanno slegate da qualsiasi piano di ‘ambientalizzazione’ dello stabilimento. Un piano di sostegno economico che tra l’altro è già finito sotto indagine da parte della stessa Ue per presunti aiuti di Stato e sul quale sono più che scettica”.

Nella lettera inviata al Commissario Vella, D’Amato solleva “le forti preoccupazioni” per lo stato di attuazione degli interventi di bonifica più volte annunciati dal governo Renzi e mai applicati. E annuncia un dossier sulla situazione dell’Ilva e di Taranto che verrà consegnato al responsabile Ue per l’Ambiente.

L’eurodeputata tarantina, sempre nella lettera, ha poi sottolineato come gli interventi attesi, stando alle dichiarazioni dello stesso governo italiano, sarebbero in stallo per via dell’indagine formale aperta dall’Ue sui presunti aiuti di Stato all’Ilva. “Basta confusione – dice ancora D’Amato – Ogni Salva-Ilva è una bufala, perché lo stabilimento è da un punto di vista economico ed ambientale un carrozzone insanabile. Si facciano le bonifiche, subito. La città e i tarantini – conclude – non possono attendere la lenta e inesorabile morte di questo carrozzone tenuto in piedi solo per interessi politici ed elettorali”.

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ROSA D'AMATO