Comunicati Stampa
ILVA, verità sullo stato di sicurezza dell’impianto
6 settembre 2016
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ECCO IN CHE STATO VERSA L’ALTOFORNO 2 DELL’ILVA…E NELL’IMPIANTO MANCANO LE TUTE IGNIFUGHE PER GLI OPERAI

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Una situazione di pericolo gravissimo. Nonché uno schiaffo alla memoria di Alessandro Morricella, l’operaio morto in un incidente proprio in questo impianto, l’8 giugno del 2015. Da allora nulla è stato fatto per la sicurezza. Anzi, dopo l’intervento della magistratura che aveva sequestrato l’altoforno a seguito della morte di Morricella, l’impianto è stato riaperto grazie all’ottavo decreto Salva Ilva firmato dal governo Renzi.
Ho chiesto a Inail, Vigili del fuoco, Asl e Procura di Taranto di conoscere il contenuto del piano di sicurezza dell’Ilva redatto ai sensi del DL 92/2015, il cui contenuto è stato riportato nell’art. 21 octies del 83/2015. Ma a oggi tale piano non ci è stato fornito. Perché un piano di sicurezza cosi’ importante per la salute degli operai e dei tarantini non viene reso pubblico neppure su richiesta precisa? Mi chiedo se non vi sia, da parte di alcune istituzioni, paura di rendere pubblico il reale stato di degrado in cui versa l’impianto…
Tanto più dopo aver appreso, grazie a una denuncia di Liberi e Pensanti, che, oltre alle condizioni precarie del’altoforno 2, lo stabilimento si presenta privo dei più importanti dispositivi di protezione individuale come le tute ignifughe destinate agli operatori dell’area a caldo dello stabilimento.
Ci troviamo davanti, qualora ve ne fosse ancora il dubbio, all’ennesima presa in giro da parte di una politica criminale nei confronti dei cittadini tarantini e degli operai dell’Ilva.
L’ILVA NON SI MANTIENE PIU’ IN PIEDI. CHIUDERLA E’ IL SOLO MODO DI SALVARE VITE UMANE E IL FUTURO DI TARANTO

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ROSA D'AMATO