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Inceneritore di massafra: norme cambiate, rivedere le autorizzazioni o faremo ricorso in tribunale
7 giugno 2017
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“Le autorizzazioni date nel 2012 al raddoppio dell’inceneritore di Massafra vanno riviste. Le leggi sono cambiate e stando alle nuove norme, casi come quello dell’impianto dell’Appia Energy richiedono la revisione delle autorizzazioni. Per questo, abbiamo scritto a Regione, Provincia e Comune perché facciano rispettare la legge e tutelino l’ambiente e il sacrosanto diritto alla salute dei cittadini”. Lo dice l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, Rosa D’Amato, che ha inviato una lettera alla Regione Puglia, alla Provincia di Taranto e al Comune di Massafra affinché procedano al “riesame della determinazione” con cui “è stato rilasciato parere favorevole di compatibilità ambientale ed Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) ai fini della realizzazione della seconda linea di ampliamento” dell’inceneritore dell’Appia Energy. In caso contrario, scrive D’Amato, “procederemo alla contestazione del reato di rifiuto o di omissione d’atti di ufficio ai sensi dell’art. 328 del Codice Penale”.
Per l’eurodeputata tarantina, “da quando è stata data l’autorizzazione a oggi, sono cambiate le normative, comprese quelle al centro della battaglia legale che si è conclusa nel marzo 2017. Sono state aggiornate norme sul monitoraggio delle emissioni e sulle caratteristiche e prestazioni del sistema di monitoraggio proprio per gli impianti di produzione di energia elettrica da impianti alimentati a biomasse, come in questo caso. E’ stata recepita la nuova direttiva 2014/52/UE sulle Valutazioni di Impatto Ambientale nella direzione proprio delle materie oggetto del contenzioso generato da questa autorizzazione rilasciata.Sono stati introdotti dalla Regione Puglia nuovi criteri di localizzazione degli impianti della gestione dei rifiuti ed un nuovo Piano Paesaggistico i quali escludono la possibilità di un simile raddoppio. Infine, sono stati pubblicati i dati sulla mortalità e la connessione tra residenza e impianti inquinanti”.
Pertanto, conclude D’Amato, “visto che il Testo Unico Ambientale richiede che in questi casi venga riesaminata l’autorizzazione, stiamo sollecitando gli enti preposti (Comune, Provincia e Regione) a compiere il loro dovere, riservandoci di procedere per omissione di atti d’ufficio. L’ambiente e la salute dei cittadini vanno tutelati”.

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ROSA D'AMATO