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MASSAFRA, D’AMATO (M5S): REVOCARE AIA A IMPIANTO CISA E MONITORARE RIFIUTI SANITARI
24 agosto 2015
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“Revocare subito l’autorizzazione all’impianto della CISA Spa di Massafra e fare luce su eventuali irregolarità nell’iter amministrativo che ha portato a tale autorizzazione e monitorare i rifiuti sanitari. Infatti, se è vero che ad oggi in quell’impianto non è consentito lo smaltimento di veri e propri rifiuti radioattivi, come i fusti della Cemerad, ciò che deve allarmare è che all’interno dei rifiuti urbani la rilevazione di radioattività è di origine sanitaria nel 99% dei casi, come dichiarato dalla Regione Puglia nella DGR 1096/2012.”. E’ quanto chiede l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, in merito all’Autorizzazione integrata ambientale, della validità di sedici anni, rilasciata dalla Provincia di Taranto alla Cisa spa, azienda di impianti di stoccaggio e trasformazione dei rifiuti di Massafra. Tale autorizzazione prevede anche un’area dedicata al confinamento temporaneo dei mezzi risultati positivi ai rilievi radiometrici. “E’ palese che in questa vicenda vi siano conflitti di interesse e un iter amministrativo tutto da verificare – continua D’Amato – A rilasciare l’autorizzazione è stato un presidente della Provincia, Martino Tamburrano, che è anche sindaco di Massafra. Tale autorizzazione pare essere stata rilasciata senza il parere di un comitato tecnico e senza la consultazione della cittadinanza. Inoltre, il figlio del dirigente della Provincia che ha firmato l’Aia, secondo quanto si apprende dalla stampa, sarebbe socio d’affari del titolare della Cisa. In questa vicenda – termina l’eurodeputata tarantina – ci sono tutte le ragioni, in primis quella della salute dei cittadini, per chiedere l’immediata revoca dell’autorizzazione. Inoltre, le autorità competenti facciano luce sulle eventuali irregolarità commesse nell’iter amministrativo che ha portato all’Aia”.

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ROSA D'AMATO