Lavoro Programmi Europei
Meno burocrazia e più fondi per le Pmi e lo sviluppo sostenibile: vinta prima battaglia al Parlamento Ue
19 aprile 2016
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Oggi è stata un giorno positivo per le piccole e medie imprese italiane ed europee. Al Parlamento Ue, abbiamo vinto la prima battaglia per ottenere a livello comunitario norme più semplici e chiare, per accedere con meno lungaggini burocratiche ai fondi europei, per favorire l’export di chi, nel piccolo, produce qualità. E più in generale per uno sviluppo reale, sostenibile e di lunga durata. Il rapporto di cui sono relatrice, che contiene tutte queste misure, è stato votato dalla commissione Regioni del Parlamento Ue e adesso andrà allo scoglio conclusivo, quello della Plenaria di Strasburgo.

So che le terminologie e le prassi del Parlamento europeo sono spesso oscure, difficili da comprendere e comunicare. Ma questo rapporto che sto portando avanti tra Bruxelles e Strasburgo è molto importante per la nostra economia, perché punta a sfruttare l’enorme potenziale delle Pmi in termini di creazione di occupazione e di crescita. Nel rapporto si chiede un accesso maggiore e meno burocraticizzato ai fondi Ue e al credito, indirizzando gli investimenti soprattutto verso uno sviluppo realmente sostenibile.
Chiedo che si favorisca la spinta delle Pmi verso l’estero attraverso la capacità di fare qualità nel piccolo e l’offerta di servizi appositi, piuttosto che ricercare efficienza attraverso la crescita dei volumi e l’abbattimento dei costi. In un contesto come quello italiano, l’unico posizionamento ancora sostenibile è quello della massima qualità, ancor di più in un’ottica green, anche per intercettare più facilmente ciò che il resto del mondo si aspetta dal made in Italy.

Anche l’approvvigionamento di energia a costi contenuti è fondamentale: le imprese europee hanno il costo dell’energia più altro del mondo e bisogna proporre, nel pieno rispetto della giusta lotta ai cambiamenti climatici, un deciso processo di decarbonizzazione.
Infine ma non per l’ultimo, l’accesso al credito, attraverso programmi come il COSME ad esempio, rappresenta un altro passo importante nel processo di supporto alle PMI europee. Così come il vocational training atto ad assicurare ai lavoratori la possibilità di una formazione in un altro Stato membro, garantito attraverso programmi già in corso come Erasmus +.

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ROSA D'AMATO