Agri Comunicati Stampa
Nature e Xylella: dov’è l’anomalia?
11 giugno 2015
1

Recentemente la rivista scientifica Nature è intervenuta sul caso Xylella, ma non per fornire un contributo  sulle reali cause del disseccamento rapido degli ulivi, bensì per difendere a spada tratta i ricercatori ai quali sono stati sequestrati documenti e computer sulla scorta di un provvedimento firmato dai Sostituti della Procura di Lecce http://www.nature.com/news/italian-scientists-vilified-in-wake-of-olive-tree-deaths-1.17651 .

 

In gergo calcistico si direbbe che quella di Nature è un’entrata a gamba tesa che però anziché colpire la palla , va dritta sulla gamba del Nucleo investigativo del Corpo Forestale dello Stato e dei militari della Guardia di Finanza salentina. Perché mai un intervento tanto accalorato contro un’inchiesta che vuole solamente fare chiarezza sulla diffusione della Xylella e sul ritardo negli interventi miranti a risolvere il problema?  Semplice spirito di fratellanza verso i colleghi ricercatori o altro? Come mai tanta foga proprio ora, quando tutto il materiale è già stato dissequestrato da tempo?

 

Casualmente, l’articolo appare in seguito alla rinnovata volontà da parte della Commissione Europea di procedere con l’uso massiccio di pesticidi e con la creazione di buffer zone nelle quali sradicare anche gli alberi sani che si trovano in una vasta area attorno a quelle infette.

 

Sempre casualmente, sul sito della Commissione Europea vengono pubblicate le offerte di lavoro da parte della rivista Nature: http://ec.europa.eu/euraxess/index.cfm/jobs/jobDetails/34016178  e sempre casualmente la rivista ha in atto una collaborazione, annunciata nel 2011  con tanto di comunicato stampa ufficiale, con la Commissione Europea per il reclutamento di ricercatori http://www.nature.com/press_releases/euraxess.html . La ragione della scelta, stando a quanto dichiarato da Nature, è basata semplicemente sull’incremento della visibilità delle opportunità di lavoro offerte da entrambe le realtà.

 

Tuttavia qualcuno potrebbe porsi legittimamente qualche dubbio sulla genuinità di questa dichiarazione, nonché sulle ragioni reali dell’attacco ai provvedimenti decisi dalla Procura salentina, anche perché non sarebbe la prima volta che la rivista scientifica inciampa in qualche errore grossolano.

Ad esempio, fra il 2000 e il 2001 apparvero 5 pubblicazioni a firma di Jan Hendrik Schön sui semiconduttori che contenevano dati falsificati  e fraudolenti http://www.dw.de/scandal-rocks-scientific-community/a-646321 . Nel 2003, Paul Lauterbur e Peter Mansfield vinsero il premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina ma si videro rifiutata la pubblicazione della loro ricerca da parte di Nature.

Un appello contro tale decisione, costrinse la rivista scientifica ad ammettere in un editoriale di aver compiuto numerosi passi falsi.

Una serie di errori da parte di Nature, dunque, dei quali rimase vittima anche Enrico Fermi, che si vide negato l’accesso alla pubblicazione della propria teoria sul decadimento radioattivo perché ritenuta  troppo distante dalla realtà.

 

Alla luce di questi clamorosi autogoal, sorge spontanea qualche domanda sull’articolo di Nature in cui si definisce “anomalia tutta italiana” l’indagine avviata sul lavoro dei ricercatori del CNR a proposito della Xylella. Non è che forse la vera anomalia è l’ingerenza della rivista inglese nel lavoro della Procura di Lecce?

There is 1 comment

  • antonio ha detto:

    grazie per quello che stai facendo per salvare gli ulivi sacri

  • ROSA D'AMATO