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Non siamo ancora in autunno è già fango sul Gargano
8 settembre 2014
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Non e’ neppure iniziato l’autunno e gia’ la prima tragedia ha avuto luogo e stavolta e’ il Gargano a farne le spese, ma poteva accadere in tante altre zone del Mezzogiorno.
I danni e le morti hanno dei responsabili ossia le istituzioni che hanno completamente abbandonato questo territorio martoriato ogni anno anche dai disastri del dissesto idrogeologico. Occorre si monitorare ma subito intervenire in maniera mirata con piani di intervento a tutela del territorio. L’area interessata ricade all’interno del Parco nazionale del Gargano, e’ una zona ad alta vocazione turistica e settembre sarebbe stato un mese da sfruttare al massimo per gli operatori del settore.
Eppure pare che per prevenire il rischio idrogeologico siano stati avviati o ultimati meno del 20% dei 91 interventi per 195 milioni di euro, soldi stanziati e autorizzati con delibera Cipe del 2009 e con ulteriori fondi del Ministero dell’Ambiente e della Regione Puglia.
Il futuro governo della Regione Puglia, questo ha gia’ dato, e’ pronto a bloccare altro cemento ed a mettere mano all’esistente, tornando ad una pianificazione oculata che rispetti i piani di bacino o possibili criticità di natura idrogeologica?
Il M5S ha gia’ presentato il 19 giugno 2013 una proposta di legge a prima firma Samuele Segoni, che riguarda il dissesto idrogeologico e il patto di stabilità con cui si chiede che non vengano conteggiate nel patto di stabilità le spese sostenute dagli enti territoriali per mettere in sicurezza il territorio per prevenire i rischi idrogeologici e sismici e per il ripristino della normalità a seguito di calamità naturali.
Governo e Regione dichiarino lo Stato di Emergenza e di Calamità, azioninio le conseguenti misure di sostegno e agevolazione alle imprese colpite in primis il rimborso delle spese di ripristino dei beni mobili ed immobili e la sospensione dei contributi previdenziali.

Ma veniamo all’Europa. Cosa dispone l ‘Europa in questi casi :
-Fondo di Solidarieta’- Regolamento (CE) n. 2012/2002, strumenti di soccorso per eventi medio-grossi che si aggiungono ai fondi stanziati dalla nazione/regione interessata da qualsiasi calamità (eruzioni, terremoti, ecc). I fondi sono concessi previa richiesta ed entro 12 settimane dall’evento, dalla calamita’. La soglia massima di fondi erogabili si basa su di un calcolo che comprende il PIL della regione/nazione colpita insieme con l’ammontare dei danni stimati (in mln di euro).
– Direttiva Alluvioni, la 2007/60/CE (GU L 288 del 6.11.2007), è compito degli Stati membri determinare gli obiettivi e le misure necessarie per la gestione del rischio di alluvioni (ivi comprese prevenzione, protezione e preparazione). Spetta ai singoli Stati membri decidere gli investimenti necessari e la loro urgenza, in base alla legislazione nazionale e ai quadri di riferimento dell’UE, come il patto di stabilità e crescita.
– DECISIONE N. 1313/2013/UE DEL PE E DEL CONSIGLIO del 17 dicembre 2013, approvato a Strasburgo il 10 dicembre 2013, che ha tra gli obiettivi specifici la prevenzione. Articolo 3Obiettivi specifici1: Il meccanismo unionale sostiene, integra e facilita il coordinamento dell’azione degli Stati membri per perseguire i seguenti obiettivi specifici comuni:

a) conseguire un livello elevato di protezione contro le catastrofi prevenendone o riducendone gli effetti potenziali, promuovendo una cultura di prevenzione e migliorando la cooperazione tra la protezione civile e gli altri servizi competenti;

b) migliorare la preparazione a livello di Stato membro e dell’Unione in risposta alle catastrofi;

c) facilitare una risposta rapida e efficace in caso di catastrofi in atto o imminenti; e

d) rafforzare la consapevolezza e la preparazione dei cittadini nei confronti delle catastrofi.

Nell’ambito dell’azione UE sul fronte della prevenzione delle catastrofi, la Commissione sta integrando e sostenendo gli interventi degli Stati membri con iniziative quali la valutazione del rischio e conseguente pianificazione, lo scambio di buone pratiche e l’elaborazione di norme armonizzate per la raccolta dei dati. La nuova legislazione sul meccanismo unionale di protezione civile impone agli Stati membri l’ulteriore obbligo di stilare valutazioni dei rischi e valutazioni delle capacità di gestione dei rischi, e considera la prevenzione il primo passo da compiersi in una politica di gestione integrata delle catastrofi che informa le attività di preparazione e risposta.

-Per il periodo 2014-2020, il Fondo europeo di sviluppo regionale prevede la possibilità di sostenere gli interventi di prevenzione dei rischi, come pure investimenti per l’adattamento ai cambiamenti climatici, tra cui investimenti appositamente concepiti per determinati rischi, per la resilienza a fronte di catastrofi e per lo sviluppo di sistemi di gestione delle stesse.

Ció che possiamo fare adesso é in ordine cronologico:
-verificate le condizioni, se ci sono per richiedere fondo di solidarieta’,
-scrivere una lettera al consiglio dei ministri congiuntamente ai deputati M5S nazionali ed europei…
-se il governo italiano non risponde o perde troppo tempo allora scrivere un’interrogazione parlamentare alla commissione europea per sollecitare il governo italiano.

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ROSA D'AMATO