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Pesticidi e monitoraggio acque al Sud, M5S chiede alla Commissione Ue chiarezza sul rispetto delle direttive comunitarie
18 ottobre 2016
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Un’ interrogazione alla Commissione europea per fare chiarezza sul rispetto, da parte delle regioni meridionali italiane, delle direttive Ue sull’utilizzo dei pesticidi e sul monitoraggio delle acque. A presentarla sono stati gli eurodeputati M5S Rosa D’Amato e Piernicola Pedicini. “La direttiva 2009/128/CE sull’utilizzo dei pesticidi – si legge nell’interrogazione – obbliga gli Stati membri ad adottare piani d’azione nazionali per definire i propri obiettivi quantitativi, gli obiettivi, le misure e i tempi per la riduzione dei rischi e degli impatti dell’utilizzo dei pesticidi sulla salute umana e sull’ambiente.

Le regioni italiane – si legge ancora – realizzano il monitoraggio nell’ambito dei programmi di rilevazione previsti dal D. Lgs. 152/2006 che recepisce la Direttiva 2000/60/CE. Tale monitoraggio è realizzato attraverso la rete a disposizione delle autorità regionali per la tutela delle acque, dichiarata da ISPRA insufficiente per l’estensione delle aree e il numero delle sostanze adoperate”.
La Regione Puglia – scrivono D’Amato e Pedicini – effettua un monitoraggio che si discosta, soprattutto per il numero di sostanze cercate, dai valori medi nazionali, considerati non del tutto cautelativi. Non si dispone dei dati per le acque sotterranee per il periodo 2013-2014 a causa della riprogettazione della rete, ancora in corso. Le Regioni Calabria, Basilicata, Campania e Molise non hanno inoltrato alle autorità competenti alcuna relazione sullo stato delle acque dei rispettivi territori”.
A fronte di tutto questo, i due eurodeputati chiedono alla Commissione di sapere se “l’Italia e le Regioni stiano rispettando le disposizioni contenute nelle Direttive 2009/128/CE e 2000/60/CE”.

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ROSA D'AMATO