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Porto Taranto, D’Amato (M5S): concessione alla Cementir va fermata, chi non ha rispettato impegni non puo’ essere premiato
1 giugno 2016
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“La concessione dell’area demaniale marittima del porto di Taranto alla Cementir va fermata. I beni pubblici vanno dati a chi davvero ne puo’ garantire la manutenzione, ma soprattutto agli operatori che vogliano cambiare l’economia del nostro territorio. Non è il caso della Cementir, che ha finora violato i suoi obblighi nella gestione degli spazi già concessi”. Lo dice l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, che ha presentato all’autorità portuale di Taranto delle osservazioni in merito alla concessione ventennale accordata alla Cementir il 22 marzo scorso. La concessione riguarda una zona demaniale marittima di 21mila metri quadri situata nel porto mercantile. La stessa Cementir aveva già ottenuto el 2014 una concessione triennale per un’area poco più piccola sempre all’interno del demanio marittimo del porto tarantino.

“L’area è attualmente occupata da impianti e attrezzature fisse della Cementir – spiega D’Amato – funzionalmente collegate allo stabilimento industriale, e necessita ancora di lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria e ripristino strutturale dell’impalcato di calata IV. Vista la negligenza con cui la Cementir ha trattato le aree demaniali gentilmente concesse, non mi pare il caso di rilasciare ulteriori autorizzazioni a chi ha dimostrato disinteresse per un bene pubblico cosi’ importante”.

“Inoltre – prosegue l’eurodeputata tarantina del M5S – esiste l’obbligo dell’escavazione periodica degli specchi acquei antistanti le banchine ‘ogni qualvolta i fondali dovessero diminuire’, in modo tale da assicurarne in qualsiasi momento, per l’intero periodo di utilizzazione, il regolare esercizio dello stesso. Anche per questi obblighi, non risulta la minima traccia di adempimento”.

“Per la legge italiana, sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e a gare d’appalto i soggetti che hanno commesso gravi negligenze nelle prestazioni affidate dalla stazione appaltante. E’ il caso della Cementir. Infine – conclude – è bene ricordare che il volume dei traffici registrati da Cementir non appaiono tali da giustificare l’uso esclusivo sdi questa area e non sembra che ci siano le condizioni affinché questo traffico debba aumentare e quindi giustificare l’utilizzo esclusivo dei beni demaniali. Per tutte queste ragioni, continueremo a opporci a questa concessione con tutti i mezzi possibili”.

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ROSA D'AMATO