Progetti
3 dicembre 2014
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Proposte e idee progettuali
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There is 1 comment

  • Tiziano Cataldi ha detto:

    Il commento che mi sento di scrivere è caratterizzato da una visione che va oltre lo stato attuale dei fondi. Naturalmente voglio essere propositivo e costruttivo, per poterlo fare devo partire da un’analisi critica. Per essere sintetico racchiudo in una frase il concetto: cos’ come sono impostati sia nel contenuto che nella forma, non vedo come possano essere impegnati e usati allo scopo di creare possibilità paritaria per tutti i soggetti e/o i comparti d’interesse. Faccio un esempio concreto e lo voglio fare su un comparto che è tragicamente in difficoltà. Il comparto Agricolo con il problema Xylella. Bisognerebbe destinare fondi al comparto agricolo destinandoli alle buone pratiche che possono essere identificate semplicemente in aratura, potatura e pulizia manuale dei bordi e muretti. Come fare per poter eseguire la pratica agricola su tutto il territorio senza creare discriminazione e assicurarsi che ogni metro quadrato è stato interessato dalla pratica agricola? Compresi i terreni di proprietà di persone che non risiedono e non coltivano? A) bisogna stabilire un coefficente per metro quadrato corrispondente al costo della pratica da poter moltiplicare per la pezzatura interessata dall’intervento (fondi europei per l’agricoltura). B) Ogni comune attraverso organizzazioni di coltivatori del territorio, e/o cooperative/associazioni esistenti sul territorio comunale devono organizzarsi per eseguire le Pratiche oggetto di intervento. C) L’esecutività può essere fatta anche dal proprietario che sarà il beneficiario del fondo/costo dell’intervento. in difetto sarà opera dell’incaricato dal comune eseguire ed essere quietanzato. Con questa forma e contenuto otteniamo due cose una che i fondi vanno direttamente sul territorio in egual misura e con lo stesso risultato uguale per tutti, e secondo che abbiamo avviato una pratica che ci porterà a pesticidi zero e ad una agricoltura biologica dove potremmo risolvere il problema dell’occupazione e otterremmo un rilancio di un comparto in stato di abbandono e di attacco delle multinazionali. Con lo stesso criterio si possono interessare anche i comparti del Turismo, della Pesca, della Cultura, etc. etc. Per il turismo basta mettere i fondi sui mappali e subalterni dei centri storici creando una nuova categoria di destinazione turistica e così andremmo a recuperare il già esistente destinandolo alla ricezione turistica, riqualificazione energetica, posti di lavoro e occupazione uguale per tutti. Lo sò che non possiamo cambiare molto adesso, ma se abbiamo le idee chiare e sappiamo come intervenire per cambiare la direzione del nostro territorio e lo comunichiamo a più persone possibili magari quando saremmo chiamati a governare la nostra Regione sappiamo già cosa fare !!!! (Sono stato volutamente riassuntivo, ma disposto ad approfondire sulla fattibilità). Grazie !!!!

  • ROSA D'AMATO