Fondi Europei Regi Varie
Sospensione fondi al sud
10 marzo 2015
0

In quanto membri della commissione per lo Sviluppo Regionale del Parlamento Europeo, abbiamo ricevuto dalla Direzione Generale Budget della Commissione Europea lo stato dell’arte relativo alla cosiddetta esecuzione dei pagamenti intermedi, ossia quei pagamenti che vengono versati dalla Commissione Europea, dopo l’acconto iniziale, a rimborso delle spese sostenuti dai Paesi Membri per la realizzazione dei progetti nella politica di coesione. In questo documento si dettagliano, a livello di Stato Membro, le richieste di pagamento ancora ‘pendenti’. Leggendo il dato per l’Italia, ci ha colpito il dato di richiesta di pagamento ‘pendente’ per un ammontare totale di 3 miliardi e 794 milioni, (di cui 3,3 per il Fondo Europeo Sviluppo Regionale miliardi e 487 per il Fondo Sociale Europeo). Abbiamo dunque richiesto alla DG Budget un documento che dettagliasse per Programma Operativo e per Regione le ragioni di questa somma.
Clicca per ingrandire, o clicca qui per scaricare il documento

Tabella

Come spiegatoci da un funzionario della Commissione, la dizione ‘lack of credits’ significa semplicemente che i documenti presentati sono corretti e che la Commissione ha dei tempi fisiologici di erogazione del pagamento. I problemi sorgono quando si vede la dizione ‘Sospension’ o ‘Interruption’, come nel caso di POR Calabria FSE e FESR (rispettivamente per un ammontare di 71 e 796 milioni di euro) , POR FESR Abruzzo (19 milioni di euro), POR FESR Lazio (44 milioni euro), POR FESR Puglia (523 milioni di euro).

Se per la Calabria la decisione di sospensione, adottata dalla Commissione per lampanti irregolarità nel sistema di audit risale ormai al gennaio 2012 e sembra che solo adesso la Regione stia tentando di porvi rimedio-con un notevole rischio, tra l’altro, di rettifica finanziaria da parte della Commissione, ovvero di milioni di euro comunque persi dalla Calabria- , il dato sulla Puglia assume un’importanza particolarmente rilevante, soprattutto alla luce della presunta ‘virtuosità pugliese’ tanto sbandierata dalla attuale amministrazione, soprattutto rispetto alle altre regioni ex-obiettivo convergenza.

Dinanzi alla richiesta di spiegazioni sul caso pugliese, alcuni funzionari della Commissione Europea che abbiamo incontrato pochi giorni fa in Parlamento, ci hanno detto che ‘le principali ragioni per l’interruzione del pagamento sono dovute alla debolezza negli audit delle operazioni che riguardano aiuti di stato , irregolarità in appalti pubblici e spese non eleggibili’. Non potendoci fidare di questo sistema di controlli, e in particolare della fase che riguarda l’ audit-chiariscono dalla Commissione-siamo stati costretti a sospendere i pagamenti.

Lo stesso tipo di criticità riguardante i sistemi di controllo è stata riscontrata per la Regione Abruzzo.

Ma non è finita qui. Ad essere oggetto di particolare preoccupazione da parte dei servizi della Commissione sono anche due altri Programmi Operativi, il Programma Operativo Interregionale Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007-2013 e il Programma Operativo Nazionale ‘Sicurezza per lo Sviluppo-Obiettivo Convergenza’.

Il primo, leggiamo sul sito ufficiale, è il risultato di un intenso lavoro di concertazione tra il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), il Ministero del’Ambiente (MATTM), le Regioni italiane Obiettivo “Convergenza” (ossia Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) ed un nutrito partenariato economico e sociale. E infatti, i pagamenti, per un ammontare di 155 milioni di euro, sono stati interrotti. L’autorità di gestione è il Dipartimento per l’Energia del MISE, l’autorità di certificazione è la Direzione Generale per la Politica Regionale unitaria Comunitaria del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica del MISE, e infine l’autorità di audit è sempre all’interno dello stesso Ministero, ma all’ Unità di Verifica degli Investimenti Pubblici del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione. Lo slogan del Programma Operativo oggetto del provvedimento di interruzione è ‘POIN, una scelta illuminata’.

Particolarmente grave, per la ratio e il significato simbolico del Programma stesso, è anche la sospensione dei pagamenti per un ammontare di più di 246 milioni di euro del Programma Operativo Nazionale ‘Sicurezza per lo Sviluppo-Obiettivo Convergenza’, riservato sempre alle quattro regioni ex-obiettivo convergenza, ossia Puglia, Calabria, Campania, Sicilia.

L’Autorità di gestione, di certificazione e di audit sono stabilite a livello nazionale e, secondo quanto si legge nel sito ufficiale, sono rispettivamente il Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie, il Vice Direttore Generale della P.S. con funzioni di coordinamento e pianificazione e il Direttore Centrale protempore per le Risorse finanziarie e strumentali del Dipartimento per le politiche del personale dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie.

Fanno un po’ sorridere-amaramente -le dichiarazioni di principio contenute nel PON Sicurezza 2007-2013, in particolare nel paragrafo ‘L’efficienza della Pubblica Amministrazione come strumento di contrasto della cultura mafiosa’ , contenuto nelle linee guide del Programma.

SI cita, testualmente: “si è ormai definitivamente acquisita la consapevolezza che l’efficienza della pubblica amministrazione è uno dei migliori “antibiotici” contro la mafia nelle quattro regioni dell’obiettivo “convergenza”, sulla base dell’assunto – pure ormai ampiamente condiviso – circa la necessità di supportare la PA non solo per tutelarla dalle aggressioni criminali, ma anche per depurarla dall’inefficienza e dall’inerzia che, in certe aree del Meridione, ancora la caratterizza”.

Ambiente, rinnovabili, lotta alla mafia, corretta gestione dei fondi pubblici. Ecco la mappa dello spreco perpetrato da amministrazioni regionali e nazionali.

Tra ‘scelte illuminate’ e (in)efficienza della pubblica amministrazione, non resta che dare ai cittadini, più che ai posteri, l’ ‘ardua’ sentenza.

Vendola ha subito risposto che la momentanea sospensione dei pagamenti rientrerebbe nell’ambito delle procedure ordinarie dei controlli che la Commissione europea fa con le Regioni. E ha anche sottolineato che “mettere in atto la procedura di sospensione dei pagamenti e’ prassi consolidata nel caso in cui ci sia necessità di ulteriori approfondimenti”.

Ammiriamo la celerità di risposta del presidente Vendola alla nostra segnalazione. Celerità che non si applica, però, alla necessità di conformarsi alle regole europee in merito ai sistemi di gestione e controllo della Regione.

Vendola, tra l’altro contraddice se stesso: cosa significa che questo accade anche in molte altre regioni italiane ed europee? Che se altre regioni, come tra l’altro ampliamente risaputo, hanno dei sistemi di controllo deficitari, la Regione Puglia, che, ripeto, è sempre apparsa, o voluta apparire, come la ‘sorella virtuosa’, deve conformarsi all’inefficienza?

Ricordiamo, inoltre, che la ‘prassi’ dell’interruzione e sospensione dei pagamenti è in realtà una procedura presa con molta attenzione dalla Commissione Europea, e normata, per il FESR 2007-2013,del regolamento N. 1083/2006, che predispone l’interruzione dei pagamenti laddove “in un rapporto di un organismo di audit nazionale o comunitari vi siano prove che facciano presumere carenze significative nel funzionamento dei sistemi di gestione e di controllo” (art.91-interruzione) o “qualora il sistema di gestione e di controllo del programma presenti gravi carenze che compromettono l’affidabilità della procedura di certificazione dei pagamenti e per le quali non sono state adottate misure correttive” (art.92-sospensione).

There are 0 comments

ROSA D'AMATO