Comunicati Stampa
TERRA DEI FUOCHI, UN FONDO CON I SOLDI DELLE INDUSTRIE INQUINANTI PER SALVARE IL TERRITORIO E LA SALUTE DEI CITTADINI
6 aprile 2017
0

La Terra dei Fuochi e l’ILVA di Taranto sono probabilmente le situazioni più drammatiche del mio paese.
Veri e propri avvelenamenti di massa a partecipazione pubblica.
Si’, perché entrambi hanno una cosa in comune: lo stato.

Sulla Terra dei Fuochi dal ’91 al 2013 sono state 80 le inchieste per traffico illegale di rifiuti tossici, 2000 le denunce, 500 le aziende coinvolte, 95 gli imputati “a vario titolo” tra cui disastro ambientale e omicidio plurimo colposo. Ovviamente prescrizione per tutti. Tra Caserta e Napoli, i decessi per tumori superano di gran lunga ogni media, nazionale e straniera. Lo Stato conosce da anni la situazione, già a fine 2013 con un decreto per fronteggiare le emergenze ambientali e industriali aveva stabilito la necessità di fare degli screening sanitari per esser certo della correlazione tra morti e terra dei fuochi, come se ce ne fosse bisogno! Screening poi interrotti, perché le risorse sono state dimezzate. Un vero schiaffo per la popolazione di Casal di Principe! E, come se non bastasse, il Governo nell’ambito della politica cosiddetta “svuota carceri” ha di fatto vanificato questo decreto e reso aleatoria la condanna per chi appicca veri e propri “roghi della morte”.

Il Governo dimostra cosi’di avere ignorato che il diritto all’ambiente è elemento costitutivo del diritto alla salute, che la Costituzione tutela in quanto diritto primario con il suo articolo 32, rendendosi ripetutamente moroso rispetto all’adempimento sia degli obblighi comunitari che costituzionali, nonostante i numerosi moniti della Corte di Giustizia Europea.

E i cittadini pagano; e non solo con i 120.000 euro al giorno della multa europea ma con quanto di più importante hanno: la loro vita e quella dei loro figli.

Il Governo deve fornire una prospettiva diversa agli abitanti delle aree contaminate, trasformando le criticità in opportunità.

Bisogna creare dei centri di ricerca internazionali che si occupino sia delle nuove tecnologie di bonifica che del processo decisionale per identificarle, centri guida per un settore in espansione. In Italia molti siti rimangono abbandonati ed inquinati senza che il responsabile possa essere individuato o procedere alla bonifica. Sarebbe utile l’istituzione di un fondo finanziato dalla industrie inquinanti, come il Superfund dell’EPA, in cui le aziende versano somme in relazione al loro impatto ambientale. Quindi i soldi per le bonifiche dei siti “orfani” o di aziende fallite sarebbero privati, realizzando finalmente il principio di “chi inquina paga”.

Ci aspetteremmo lungimiranza dal nostro governo ma, visto il modus operandi, su questa speranza rimane una cappa di fondato pessimismo

There are 0 comments

ROSA D'AMATO