Comunicati Stampa
UE, M5S PROPONE AL PARLAMENTO EUROPEO UNA COMMISSIONE SPECIALE CONTRO I CRIMINI AMBIENTALI
21 dicembre 2014
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Strasburgo, 18 dicembre 2014

Una commissione speciale del Parlamento europeo contro i crimini ambientali e le ecomafie. E’ la proposta avanzata dalla delegazione del Movimento 5 Stelle, su iniziativa dell’eurodeputata Rosa D’Amato, per dare una risposta forte da parte del Parlamento Ue a un fenomeno che, secondo Eurojust, genera ogni anno profitti per 70 miliardi che finiscono nelle tasche delle organizzazioni criminali di tutta Europa, oltre a devastare l’ambiente e a mettere a rischio la salute dei cittadini europei.
La richiesta, che verrà inoltrata alla Conferenza dei presidenti del Parlamento di Strasburgo, vuole dare seguito alle denunce della stessa Ue contenute per l’appunto nell’ultimo rapporto di Eurojust, organismo per la cooperazione giudiziaria tra gli stati membri. Il rapporto, pubblicato a fine novembre, mette in luce che i crimini contro l’ambiente rappresentano un fenomeno sempre più in crescita, di dimensione transnazionale e che, per questa ragione, è necessario un maggiore coordinamento tra gli stati membri sia sotto il profilo legislativo, sia su quello giudiziario. Non è un caso che, nonostante l’elevato numero di crimini, tali reati riescano raramente ad essere perseguiti dalle autorità nazionali. Senza dimenticare il grave danno economico arrecato alle casse dell’Ue, a partire dalle frodi commesse con i fondi europei.
“Parliamo di delitti che vanno dalla salute dell’uomo e degli animali alla qualità dell’aria, del suolo e dell’acqua – dice Rosa D’Amato – Dai rifiuti pericolosi esportati da Italia e Irlanda verso stati terzi all’inquinamento delle acque in Ungheria e Svezia fino all’export illecito di specie animali spesso protette. La stessa Eurojust ha sottolineato come dietro questi reati ci siano le mafie e che per combatterle è necessario rafforzare la cooperazione transnazionale tra gli stati membri”.
“Per tali ragioni – conclude l’eurodeputata M5S – riteniamo che la lotta al crimine ambientale abbia per l’Unione europea lo stesso grado di emergenza della lotta alla criminalità organizzata. Non solo perché spesso questi due fenomeni si sovrappongono, ma anche perché nel fronteggiarli ci si scontra con problematiche e ostacoli simili, riconducibili alla difficile armonizzazione delle legislazioni degli stati membri su tali materie, soprattutto penali, e ai limiti nella cooperazione giudiziaria tra le diverse autorità. Nella scorsa legislazione, il Parlamento europeo ha deciso giustamente di dare vita a una commissione speciale sul crimine organizzato, la Crim. Una nuova commissione speciale, stavolta sul crimine ambientale, potrebbe riprendere l’egregio lavoro fatto all’epoca e soprattutto affrontare con più efficacia le problematiche specifiche legate all’Environmental crime”.

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ROSA D'AMATO