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una politica di coesione piu’ vicina alle istanze dei cittadini
24 marzo 2017
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Ringrazio il collega Buda per il suo report che verte su un aspetto fondamentale della politica di coesione, ovvero il miglioramento dell’impegno dei partner e della visibilità nell’esecuzione dei fondi strutturali e d’investimento europei.

Il progetto di relazione del collega contiene diversi spunti interessanti, che rilevano non solo della nostra politica di coesione, ma anche più in generale del rapporto tra Unione Europea e i cittadini, e tra informazione sull’Unione Europea e i cittadini.

Parto da alcune considerazioni di carattere generale. Non possiamo ovviamente, non accogliere tutte le iniziative che diano il giusto risalto all’importanza della politica di coesione e che non comportino tuttavia esborsi ulteriori rispetto al budget previsto.

Da un punto di vista pratico, siamo per dire, del tutto favorevoli a qualsiasi scambio di buone pratiche, come per esempio Taiex REGIO Peer 2 Peer che interessa le autorità di gestione.1

Riteniamo però necessario, in una prospettiva più ampia, al fine di ristabilire una reale credibilità della politica di coesione, mettere in adeguata evidenza sia le “buone” sia le “cattive” pratiche attraverso banche dati che non si limitino ad una scarna descrizione del progetto e della spesa incorsa, consentendo dunque ai cittadini di poter efficacemente verificare sia il valore aggiunto e il valore della maggioranza dei progetti realizzati, sia, in determinati casi, la loro scarsa utilità in relazione ad un determinato territorio. Massima trasparenza, dunque.

Riconosco, effettivamente come a volte, le stesse autorità nazionali, specialmente in occasione di scadenze elettorali, abbiano additato la politica di coesione, come sorta di capro espiatorio ed esempio dei cosiddetti ‘sprechi di Bruxelles’. Siamo ad un crocevia fondamentale, tra la chiusura della programmazione 2007-13, l’inizio-molto lento- dell’attuale 2014-2020, e la riflessione del post-2020. Una corretta informazione in tal senso su cosa non ha funzionato, a livello di concezione europea e di ‘design’ della politica di coesione, e/o di implementazione nazionale e regionale, è dunque fondamentale. Lo dobbiamo ai nostri cittadini, anche per quel riferimento, sicuramente interessante, all’euroscetticismo.

Sin dall’inizio della legislatura, il Movimento 5 Stelle si è distinto in Europa per una posizione che definirei non euroscettica, ma eurocritica, nella misura in cui ci pare assurdo e insensato promuovere una difesa aprioristica dell’attuale assetto dell’Unione Europea e della sua governance, come ci appare assurdo inneggiare alla sua distruzione, magari in nome di slogan nichilisti e xenofobi che riportano a vecchi fantasmi del Passato.

Noi siamo per una terza via critica ma costruttiva, che si contraddistingue per un’azione propositiva e puntuale in tutte le policies dell’Unione. Nella politica di coesione, in particolare, faccio una domanda ai colleghi qui riuniti su 3 temi sempre molto caldi e attuali: l’articolo 23 sulla macrocondizionalità economica, le riforme strutturali finanziate con i soldi della politica di coesione, l’inclusione del cofinanziamento dei progetti finanziati nel calcolo del deficit nel Patto di Stabilità e crescita, non contribuiscono forse all’Euroscetticismo?

Mi pare una direzione giusta quella della cosiddetta ‘governance partecipativa’ che viene menzionata dal collega, e che prefigura, mi auguro, un’applicazione più inclusiva del principio di partenariato.

(non so se il caso, ma a proposito di informazione, vuoi concludere menzionando il fatto che le autorità di gestione di Marche e Umbria non erano neanche state informate dal governo e dalla regione dell’emendamento al terremoto e le avete informate voi?)

Tentiamo di migliorare quel dato, citato sia nel parere della commissione EMPL, sia nel report del collega, che nel testimonia come nel 2015 solo il 34% degli europei ha affermato di essere al corrente di progetti cofinanziati dall’UE volti a migliorare l’area in cui vivono e che questa percentuale è rimasta invariata dal gennaio 2010. Ma tentiamo di migliorarlo non solo e non tanto con campagne informative, ma con i risultati concreti di una politica di coesione più vicina alle istanze dei cittadini.

1 http://ec.europa.eu/regional_policy/it/policy/how/improving-investment/taiex-regio-peer-2-peer/

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ROSA D'AMATO