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[VIDEO] ILVA, D’AMATO (M5S): “PER PD E SINISTRA EUROPEA IMPIANTO ECCELLENTE, NO A GARANZIE PER AMBIENTE E SALUTE A TARANTO”
17 dicembre 2014
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Strasburgo, 17 dicembre 2014

 

 

Pd e sinistra europea dovrebbero vergognarsi. Per i loro eurodeputati l’Ilva di Taranto è tra gli impianti ‘d’eccellenza’ da salvaguardare e per questo preferiscono garantire il mantenimento della capacità produttiva piuttosto che assicurare il rilancio dell’intera provincia, la riconversione economica e le bonifiche’. E ciò in barba alla procedura d’infrazione aperta dall’Ue e alla stessa Agenzia europea dell’ambiente, che ha stimato per lo stabilimento tarantino un impatto ambientale di 2,5 miliardi tra il 2008 e il 2012″.  E’ quanto denuncia l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, che oggi, nel corso della plenaria del Parlamento europeo, ha presentato un emendamento orale alla mozione di risoluzione congiunta sull’acciaio firmata da Ppe, S&D e Verdi. L’emendamento chiedeva di far cancellare l’Ilva di Taranto dalla lista degli impianti di eccellenza, così come si legge nel testo, ma l’iniziativa dell’eurodeputata M5S è stata bloccata da alcuni membri italiani del gruppo dei Socialisti, Gianni Pittella (Pd) in testa, e del gruppo della Gue; che ne hanno impedito la votazione.

“Questa risoluzione – spiega D’Amato – dovrebbe servire a rilanciare il settore. Io, a nome del Movimento 5 Stelle, ho presentato ben 25 emendamenti al fine di sancire con forza la necessità di salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini, evitando di ripetere tragedie come quella di Taranto. Invece, nella risoluzione, grazie all’iniziativa dei deputati di Fi e Ncd e alla complicità del Pd e della sinistra europea, l’Ilva resta tra i ‘gioielli’ da salvaguardare. Una vergogna”.
D’Amato, presentando l’emendamento, ha sottolineato come “a Taranto vi sia lo stabilimento più inquinante di Europa, un impianto economicamente insostenibile, che è già stato condannato dalla Corte di Giustizia europea e che  è causa di una procedura di infrazione ed è sotto processo in varie cause penali. A Taranto – ha concluso – non bisogna garantire la capacità produttiva dello stabilimento ma assicurare il rilancio dell’intera provincia, la riconversione economica e le bonifiche

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ROSA D'AMATO