Agri Agricoltura
[VIDEO] Olio tunisino, D’Amato al Parlamento Ue: no a proposta inutile e dannosa
24 febbraio 2016
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La decisione di questo Parlamento che ha dato il via libera all’incremento della quota di olio tunisino a dazio zero nell’area UE rappresenta un errore. In questo modo vengono sconfessati l’operato e le valutazione della commissione agricoltura e soprattutto non si fa altro che aumentare il rischio di contraffazione del prodotto Made in Italy e di frode a danno dei consumatori. Ancora una volta il settore agricolo diventa merce di scambio senza alcuna considerazione dell’impatto sul nostro territorio a livello economico, occupazionale e ambientale. Ove il prodotto d’importazione fosse facilmente identificabile da parte dei consumatori, quest’apertura all’olio tunisino non sarebbe tale da far crollare le quotazioni del prodotto nazionale. Me c’è il timore che, una volta giunto nei porti italiani, acquisisca il passaporto tricolore e venga commercializzato come made in Italy. Il recente maxi sequestro in Puglia, con 7 mila tonnellate di extravergine nordafricano venduto per italiano, dimostra quale sia la vera posta in gioco. è altamente probabile che quest’olio in più non andrà a vantaggio dei tunisini ma aiuterà solo qualche “trasformatore” che ci guadagna miscelando olii. Giusto per fare un esempio nel mezzogiorno di Italia il giro d’affari dell’olio è superiore agli 1,8 miliardi di euro, per grandissima maggioranza realizzato in Puglia. ed è proprio in questa regione che si fa il prezzo a livello nazionale: ma adesso c’è il rischio che i 3,5 euro al litro pagati all’ingrosso possano crollare visto che l’olio proveniente da Tunisi costa senza dazi la metà!

 

Ma la questione dell’olio tunisino in realtà tocca temi e argomenti che non possono essere affrontati per compartimenti stagni. Da una parte c’è il processo di integrazione dei paesi africani che si affacciano sul mediterraneo e dall’altra ci sono le politiche agricole comunitarie. Va benissimo guardare alle esigenze di cooperazione con quei paesi nordafricani che vedono le loro democrazie a rischio, ma queste istanze dovrebbero riguardare tutta l’unione europea. Quella che va messa in campo insomma è una strategia euromediterranea che non può fondarsi su forme di sostegno “una tantum” e i cui effetti vadano a ricadere , in negativo, solo sul sud dell’Europa. Soprattutto adesso che ci troviamo in una fase delicata come quella contrassegnata dall’allarme Xylella.

 

NB: le 35mile tonnellate di olio extravergine tunisino rappresentano 1/10 della produzione italiana ferma a 330mila tonnellate.

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ROSA D'AMATO