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Wi-fi pubblico, vittoria M5S al Parlamento europeo
21 marzo 2017
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Oggi, è stato votato in commissione REGI al Parlamento europeo il mio report sulla proposta ‘WIFI4EU’, un’iniziativa importante per favorire l’accesso a internet gratuito nelle aree pubbliche. L’obiettivo è dotare entro il 2020 ogni paese e città europei di un accesso gratuito a internet senza fili nei principali punti di aggregazione pubblica sul territorio, come le piazze o i parchi, il trasporto pubblico locale, gli ospedali.

Ora, purtroppo l’obiettivo nobile non è stato sostenuto da un’adeguata dotazione finanziaria, dato che sono stati stanziati appena 120 milioni di euro per il periodo 2017-2019. Ma detto questo, bisogna farseli bastare, almeno per ora. E cercare di utilizzarli al meglio.

Ecco perché ho spinto e ho ottenuto che il criterio nell’attribuzione delle risorse non fosse quello proposto dalla Commissione sulla base del principio ‘first come, first served’, ma quello di un equilibrio geografico che tenga conto dei principi della coesione sociale, economica e territoriale e che favorisca dunque i territori più svantaggiati e affetti dal digital divide. A tal fine, ho anche proposto che date le scarse risorse a disposizione, si favorisca una sinergia virtuosa tra i progetti di qualità che non hanno ricevuto finanziamenti con ‘WIFI4EU’ e progetti similari finanziati con i fondi della politica di coesione.

Altri punti su cui ci siamo battuti sono stati:

a) la garanzia che le connessioni pubbliche non scendano al di sotto di un determinato livello di velocità a causa dell’utilizzo simultaneo da parte di un eccessivo numero di utenti;

b) il coinvolgimento delle PMI locali per i servizi Wi-Fi, che favorirebbe l’innovazione e la creazione di occupazione nelle comunità locali.

c) il finanziamento di infrastrutture di connessione che siano operative anche in caso di disastri naturali.

Sarà naturalmente fondamentale, come da noi auspicato, un equilibrio tra una snella procedura amministrativa, soprattutto al fine di coinvolgere i comuni più piccoli e con meno capacità amministrativa, e un adeguato controllo di qualità della spesa e della performance dei servizi.

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ROSA D'AMATO