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Xylella, D’Amato (M5S) incontra consozio europeo: “Ue sostenga ricerche alternative”
20 aprile 2016
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“Un’altra ricerca sulla Xylella è possibile. Cosi’ come è possibile un altro piano per contrastare il disseccamento degli ulivi che non si risolva nell’abbattimento di alberi e nell’uso intensivo di pestici. Lo diciamo da mesi e oggi ne abbiamo avuto ulteriore conferma a seguito dell’incontro con Didier Ousset, ricercatore di un consorzio che raggruppa 28 università con scienziati di tutto il mondo. Secondo la ricerca di Ousset, è possibile ridurre la virulenza della Xylella e al contempo aumentare la resistenza degli ulivi in modo efficace ed ecosostenibile. Per ora, la ricerca è stata condotta in laboratorio. Ci auguriamo che l’Ue possa sostenere questo e altri progetti scientifici, con risorse che consentano di portare sul campo gli studi per avere un quadro più ampio per far fronte alla Xylella”. Lo dice l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, che oggi a Bruxelles ha incontrato Didier Ousset, responsabile del consorzio Lubixyl, che sta portando avanti una ricerca sulla Xylella con il sostegno di 28 università.
“Proprio oggi – continua D’Amato – l’Agenzia Ue per la sicurezza alimentare, l’Efsa, si è espressa sulla ricerca alternativa condotta in Puglia da Copagri e Crea. L’Efsa conferma che la cura trovata con questa ricerca consente effettivamente di far guarire le piante, ma contesta il fatto che essa non uccide il batterio. Noi restiamo convinti che con la Xylella bisogna convivere e che occorra guardare al complesso di cause che portano al disseccamento. Tra queste cause, secondo diversi ricercatori, ci sono quegli stessi pesticidi inseriti nel piano Ue. Ne è convinto anche il consorzio di scienziati internazionali guidato da Ousset, in barba a quanti finora ci hanno accusato di essere ‘contro la scienza’”.

“La scorsa settimana – conclude D’Amato – l’Ue ha diramato una nuova decisione sul caso Xylella in Puglia in cui sono scomparse le misure più estreme. Mi auguro che sia un primo passo verso una reale aperture a pratiche più sostenibili”.

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ROSA D'AMATO