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Xylella: Ipotesi di reato inquietante, l’UE apra la porta a misure alternative
20 dicembre 2015
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“E’ preoccupante e a tratti inquietante quello che emerge dalle indagini della Procura di Lecce. Se un giorno i reati contestati dovessero essere confermati, sarebbero molto più chiare le ragioni che hanno spinto le autorità competenti a rinchiudersi entro determinati schemi, sbattendo la porta in faccia a chi, come noi, ha chiesto fin dal principio, se non di applicare, almeno di valutare e sperimentare altre misure che non fossero solo le eradicazioni e l’uso di fitofarmaci. Mi auguro che queste proposte alternative, supportate già da esperti, ricercatori e organizzazioni del settore, possano finalmente ricevere la giusta attenzione a Roma e soprattutto a Bruxelles”. Lo ha detto l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, commentando il provvedimento con cui la Procura di Lecce ha sequestrato gli ulivi a rischio eradicazione e ha emesso 10 avvisi di garanzia per diffusione colposa della Xylella in Puglia. Tra gli indagati, anche il commissario straordinario Silletti e ricercatori del Cnr e dello Iam. “Stiamo parlando solo di indagini – dice D’Amato – e la giustizia ci dirà, con i suoi tempi, se e quali reati sono stati commessi e da chi. Gli ulivi e l’economia pugliesi, pero’, hanno bisogno di risposte immediate. E per questo chiedo ancora una volta alla Commissione europea di uscire dai rigidi schemi in cui finora ha operato, allargando il campo della ricerca scientifica e prendendo in considerazione quelle pratiche alternative che, grazie alla buona volontà di esperti e organizzazioni del territorio, stanno già dando dei risultati. Di sicuro dei risultati molto più promettenti – conclude l’eurodeputata M5S – di quelli visti finora con gli abbattimenti”.

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ROSA D'AMATO